Fuga narcisistica nell’amore

Propongo una nuova traduzione di un brano dal terzo capitolo della Introduzione del narcisismo. È per me significativo perché mostra una variante della “guarigione attraverso l’amore”. Non si tratta della fissazione della libido sulla persona dell’analista ma invece di un movimento centrifugo con il quale il paziente compie una scelta oggettuale narcisistica e si innamora di una persona che possiede i pregi che mancano al suo Io per raggiungere il suo ideale. Sostituisce una dipendenza nella situazione analitica con una dipendenza esterna.

Una parte del sentimento di sé è primaria, il resto del narcisismo infantile; un’altra parte deriva dall’onnipotenza confermata dall’esperienza (dalla realizzazione dell’ideale dell’Io); una terza parte deriva dal soddisfacimento della libido d’oggetto. L’ideale dell’Io ha imposto pesanti condizioni al soddisfacimento libidico con gli oggetti, facendo sì che una parte di esso sia respinta dal suo censore come non tollerabile. Dove non si sia sviluppato un tale ideale, lì compare inalterata la corrispondente aspirazione sessuale, come perversione nella personalità. Essere di nuovo il proprio ideale anche per quanto riguarda le aspirazioni sessuali, come nell’infanzia, è questa la felicità che gli uomini vogliono conseguire. Leggi tutto “Fuga narcisistica nell’amore”

Transfert e fissazione

Propongo una nuova traduzione della lettera che Freud scrisse a Jung il 6 dicembre 1906. Essa non rappresenta solo il testo nel quale per la prima volta collega la guarigione all’amore, ma propone anche un legame fra il concetto di transfert [Übertragung] e quello di fissazione [Fixierung].

8 F

6. XII. 06
Via Berggasse 19, zona IX

Stimatissimo collega,

Da questa “accelerazione del tempo di reazione” Lei trarrà le sue conclusioni e indovinerà che la Sua ultima lettera mi ha fatto piacere, senza alcuna limitazione e senza alcuna ipotesi ausiliaria. Ero proprio convinto che la finalità dell’influenza pedagogica avrebbe cambiato le sue idee e sono molto contento di venire a sapere che esse siano invece libere da tale deformazione.[1]

Come Lei sa bene, devo avere a che fare con tutti i demoni che si possono far scatenare contro “l’innovatore”; tra di essi non è il più mite quello che mi costringe ad apparire davanti ai miei stessi seguaci come un burbero prepotente e incorreggibile, oppure come un fanatico, quale in realtà non sono. Leggi tutto “Transfert e fissazione”

Freud e la lezione del transfert

Propongo una nuova traduzione di quella parte della Lezione 27 che Freud dedica al tema del transfert. La presenta in questo modo: “Abbiamo davvero creduto di aver dato conto di tutte le forze motrici che sono in questione nella cura, di aver pienamente razionalizzato la situazione fra noi e il paziente in modo che essa si lasciasse abbracciare con lo sguardo come un esercizio di aritmetica e poi però sembra insinuarsi qualcosa che in questo calcolo non era stato preventivato. Questa inattesa novità è essa stessa multiforme; descriverò le fogge più frequenti e più facilmente comprensibili in cui si manifesta.”

Lezioni di introduzione alla psicanalisi (1917)

XXVII Lezione – Il transfert

[…]

E ora il fatto. In un gran numero di forme di malattie nervose, nelle isterie, negli stati di angoscia e nelle nevrosi di coazione il nostro presupposto è vero. Con questo andare alla ricerca della rimozione, con lo scoprire le resistenze, con l’accennare al rimosso, ci riesce veramente di assolvere il compito, cioè di superare le resistenze, levare la rimozione e trasformare l’inconscio in conscio. Nel farlo ne ricaviamo la chiarissima impressione che per il superamento di ciascuna resistenza si svolga nell’anima del paziente una feroce battaglia, che sul medesimo terreno psicologico si svolga una normale battaglia dell’anima fra i motivi che vogliono mantenere il controinvestimento e quelli che sono disposti a rinunciarvi. I primi sono i vecchi motivi, che a suo tempo hanno imposto la rimozione; fra i secondi si trovano quelli appena sopravvenuti, che sperabilmente decideranno il conflitto a nostro favore. A noi è riuscito di rinnovare il vecchio conflitto della rimozione, di portare a revisione il processo che a quel tempo era chiuso. Leggi tutto “Freud e la lezione del transfert”

“Maneggiare” il transfert ignorando il controtransfert?

Propongo un passaggio[1] della nostra traduzione della Questione dell’analisi laica in cui Sigmund Freud specifica come maneggiare il transfert. Lo inserisco polemicamente nella serie delle traduzioni sul controtransfert perché considero molto significativo che nel testo votato a definire e proteggere uno spazio di autonomia per la psicanalisi questo termine non venga citato e il problema scabroso dell’affetto suscitato nell’analista dal paziente venga sostanzialmente rimosso.

Sotto forma di innamoramento per l’analista, il paziente ripete esperienze psichiche già vissute una volta. Trasferisce sull’analista atteggiamenti psichici già pronti in lui, che erano intimamente connessi con l’insorgere della nevrosi. Ripete sotto i nostri occhi anche le reazioni di difesa di un tempo, volendo soprattutto ripetere nel rapporto con l’analista le principali vicissitudini di quel periodo dimenticato della vita. Leggi tutto ““Maneggiare” il transfert ignorando il controtransfert?”

La formula del controtransfert

Propongo una nuova traduzione di un frammento[1] della lettera che Sigmund Freud scrisse a Ludwig Binswanger il 20 febbraio 1913. Enuncia una “formula” per la gestione del controtransfert che va a modulare la consapevolezza della risposta affettiva da parte dell’analista.

Il problema del controtransfert, che Lei tocca, fa parte dei problemi tecnicamente più difficili della psicanalisi. Teoricamente ritengo che si possa risolvere con facilità. Ciò che si dà al paziente non deve mai essere un affetto non mediato, ma deve sempre essere concesso consciamente e poi, a seconda delle necessità, in modo più o meno conscio. In alcune circostanze molto, però mai dal proprio inconscio. Leggi tutto “La formula del controtransfert”

Controtransfert fra guarigione e autonomia

Propongo una nuova traduzione di un frammento[1] di una lettera che Freud scrisse a Oskar Pfister il 5 giugno 1910. La considero preziosa, in primo luogo perché mette in evidenza come il transfert non possa essere affatto eluso e che offra peraltro una traccia che non può non influenzare la conduzione dell’analisi. In secondo luogo è straordinaria la chiarezza con la quale Freud misura il prezzo del cedimento di fronte alle pretese dell’analizzante: la guarigione, non duratura peraltro, viene pagata con la moneta dell’autonomia.
Leggi tutto “Controtransfert fra guarigione e autonomia”

Controtransfert e psicanalisi

Traduzione inedita di un intervento[1] di Sigmund Freud sul controtransfert nel corso di una riunione della Società Psicanalitica Viennese. Si tratta della seduta di mercoledì 9 marzo 1910.

Il professor Freud prende spunto dal fatto che anche nella seconda edizione della Teoria sessuale[2] ha trattato molto timidamente la questione del sadismo e del masochismo. La letteratura contiene una tale confusione di punti di vista sicuramente accertabili, senza indicazioni di una soluzione finale del problema.
Leggi tutto “Controtransfert e psicanalisi”

Angoscia di morte, melanconia e Io inerme

Propongo una traduzione di un breve passaggio di S. Freud nella parte finale de L’Io e l’Es che spiega l’angoscia di morte della melanconia con il rapporto fra Io e Super-Io. Questa angoscia mostra l’altro lato della Hilflosigkeit, lo stato originario di radicale impotenza del bambino, abbandonato al bisogno e al dolore, che necessita dunque del soccorso dell’altro. Se nel Progetto di una psicologia Freud afferma che questo stato è “la fonte originaria di tutte le motivazioni morali”, nel Compendio di psicanalisi mostra come il prezzo della sicurezza fornita dalle cure parentali sia “l’angoscia della perdita d’amore”. Il passaggio che segue mostra il ritorno dell’Io alla Hilflosigkeit come effetto dell’attualizzazione della perdita d’amore da parte del Super-Io, l’istanza morale che prende il posto delle istanze protettrici parentali. Leggi tutto “Angoscia di morte, melanconia e Io inerme”

Il narcisismo in Freud

“Il ritorno all’Io della libido oggettuale, la sua trasformazione in narcisismo, ripresenta, per così dire, un amore felice; d’altra parte, anche un amore felice reale corrisponde allo stato originario in cui non vanno distinte libido oggettuale e libido dell’Io.”

Così l’originale tedesco:

“Die Rückkehr der Objektlibido zum Ich, deren Verwandlung in Narzismus, stellt gleichsam wieder eine glückliche Liebe dar, anderseits entspricht auch eine reale glückliche Liebe dem Urzustand, in welchem Obiekt- und Ichlibido voneinander nicht zu unterscheiden sind“.

Leggi tutto “Il narcisismo in Freud”