Fuga narcisistica nell’amore

Propongo una nuova traduzione di un brano dal terzo capitolo della Introduzione del narcisismo. È per me significativo perché mostra una variante della “guarigione attraverso l’amore”. Non si tratta della fissazione della libido sulla persona dell’analista ma invece di un movimento centrifugo con il quale il paziente compie una scelta oggettuale narcisistica e si innamora di una persona che possiede i pregi che mancano al suo Io per raggiungere il suo ideale. Sostituisce una dipendenza nella situazione analitica con una dipendenza esterna.

Una parte del sentimento di sé è primaria, il resto del narcisismo infantile; un’altra parte deriva dall’onnipotenza confermata dall’esperienza (dalla realizzazione dell’ideale dell’Io); una terza parte deriva dal soddisfacimento della libido d’oggetto. L’ideale dell’Io ha imposto pesanti condizioni al soddisfacimento libidico con gli oggetti, facendo sì che una parte di esso sia respinta dal suo censore come non tollerabile. Dove non si sia sviluppato un tale ideale, lì compare inalterata la corrispondente aspirazione sessuale, come perversione nella personalità. Essere di nuovo il proprio ideale anche per quanto riguarda le aspirazioni sessuali, come nell’infanzia, è questa la felicità che gli uomini vogliono conseguire.

L’innamoramento consiste in uno straboccare della libido dell’Io sull’oggetto. Ha la forza di levare le rimozioni e di ripristinare le perversioni. Esso eleva l’oggetto sessuale a ideale sessuale. Poiché esso avviene secondo il tipo oggettuale o secondo il tipo per appoggio sulla base dell’adempimento di condizioni d’amore infantili, si può dire: ciò che adempie questa condizione d’amore viene idealizzato.

L’ideale sessuale può entrare in un’interessante relazione d’aiuto con l’ideale dell’Io. Dove il soddisfacimento narcisistico s’imbatte in ostacoli reali, l’ideale sessuale viene impiegato come soddisfacimento sostitutivo. Si ama allora secondo il tipo della scelta narcisistica d’oggetto ciò che si era e si è perso, oppure ciò che possiede i pregi che non si hanno affatto (cfr. sopra il punto c).[1] La formula parallela a quella sopra citata recita: è amato ciò che possiede i pregi che mancano all’Io per raggiungere l’ideale. Questo caso di aiuto ha un’importanza particolare per il nevrotico il quale, a causa dei suoi eccessivi investimenti d’oggetto, è impoverito nell’Io e non è in grado di realizzare il suo ideale dell’Io. Egli cerca allora, a partire dal suo spreco di libido negli oggetti, la via a ritroso verso il narcisismo, scegliendosi un ideale sessuale secondo il tipo narcisistico, che possiede i pregi che per lui sono irraggiungibili. Questa è la guarigione attraverso l’amore, che di norma egli preferisce a quella analitica. Egli addirittura non riesce a credere a un altro meccanismo di guarigione, il più delle volte ne porta l’aspettativa[2] nella cura e la indirizza sulla persona del medico che lo ha in trattamento. A questo piano di guarigione si frappone naturalmente l’incapacità di amare del malato, conseguente alle sue ampie rimozioni. Se attraverso il trattamento si è riusciti fino ad un certo grado a porvi rimedio, in tal modo si ottiene spesso il risultato imprevisto che il malato si sottragga al prosieguo del trattamento per operare una scelta d’amore e affidare alla vita insieme con la persona amata l’ulteriore ristabilimento. Potremmo accontentarci di questo esito se non portasse con sé tutti i pericoli dell’opprimente dipendenza da questo soccorritore.

Note

[1] [Riferimento allo schema della scelta oggettuale che Freud propone alla fine del secondo capitolo.
“Si ama:
1) Secondo il tipo narcisistico:
a) ciò che si è (se stessi),
b) ciò che si era,
c) ciò che si vorrebbe essere,
d) la persona che era una parte del proprio Sé
2) Secondo il tipo per appoggio:
a) la donna nutrice,
b) l’uomo protettore,
e tutte le persone sostitutive che si dispiegano in serie.”.]

[2] [Erwartung. Significa anche “attesa” e costituisce un concetto ancora troppo poco esplorato dalla letteratura psicanalitica.]

Bibliografia

S. Freud, Zur Einführung des Narzismus (1914), in Sigmund Freud Gesammelte Werke, 17 voll., vol. X, Imago, Londra 1946, pp. 168-169.

S. Freud, Introduzione al narcisismo, in Opere di Sigmund Freud, 12 voll., vol. VII, Boringhieri, Torino 1975, pp. 470-471.

Edvard Munch - Man and Woman (1899)
Edvard Munch – Man and Woman (1899)

Di seguito il testo originale:

Ein Anteil des Selbstgefühls ist primär, der Rest des kindlichen Narzißmus, ein anderer Teil stammt aus der durch Erfahrung bestätigten Allmacht (der Erfüllung des Ichideals), ein dritter aus der Befriedigung der Objektlibido.Das Ichideal hat die Libidobefriedigung an den Objekten unter schwierige Bedingungen gebracht, indem es einen Teil derselben durch seinen Zensor als unverträglich abweisen läßt. Wo sich ein solches Ideal nicht entwickelt hat, da tritt die betreffende sexuelle Strebung unverändert als Perversion in die Persönlichkeit ein. Wiederum ihr eigenes Ideal sein, auch in betreff der Sexualstrebungen, wie in der Kindheit, das wollen die Menschen als ihr Glück erreichen.

Die Verliebtheit besteht in einem Überströmen der Ichlibido auf das Objekt. Sie hat die Kraft, Verdrängungen aufzuheben und Perversionen wieder herzustellen. Sie erhebt das Sexualobjekt zum Sexualideal. Da sie bei dem Objekt- oder Anlehnungstypus auf Grund der Erfüllung infantiler Liebesbedingungen erfolgt, kann man sagen: Was diese Liebesbedingung erfüllt, wird idealisiert.

Das Sexualideal kann in eine interessante Hilfsbeziehung zum Ichideal treten. Wo die narzißtische Befriedigung auf reale Hindernisse stößt, kann das Sexualideal zur Ersatzbefriedigung verwendet werden. Man liebt dann nach dem Typus der narzißtischen Objektwahl das, was man war und eingebüßt hat, oder was die Vorzüge besitzt, die man überhaupt nicht hat (vergleiche oben unter c). Die der obigen parallele Formel lautet: Was den dem [169] Ich zum Ideal fehlenden Vorzug besitzt, wird geliebt. Dieser Fall der Aushilfe hat eine besondere Bedeutung für den Neurotiker, der durch seine übermäßigen Objektbesetzungen im Ich verarmt und außerstande ist, sein Ichideal zu erfüllen. Er sucht dann von seiner Libidoverschwendung an die Objekte den Rückweg zum Narzißmus, indem er sich ein Sexualideal nach dem narzißtischen Typus wählt, welches die von ihm nicht zu erreichenden Vorzüge besitzt. Dies ist die Heilung durch Liebe, welche er in der Regel der analytischen vorzieht. Ja, er kann an einen anderen Mechanismus der Heilung nicht glauben, bringt meist die Erwartung desselben in die Kur mit und richtet sie auf die Person des ihn behandelnden Arztes. Diesem Heilungsplan steht natürlich die Liebesunfähigkeit des Kranken infolge seiner ausgedehnten Verdrängungen im Wege. Hat man dieser durch die Behandlung bis zu einem gewissen Grade abgeholfen, so erlebt man häufig den unbeabsichtigten Erfolg, daß der Kranke sich nun der weiteren Behandlung entzieht, um eine Liebeswahl zu treffen und die weitere Herstellung dem Zusammenleben mit der geliebten Person zu überlassen. Man könnte mit diesem Ausgang zufrieden sein, wenn er nicht alle Gefahren der drückenden Abhängigkeit von diesem Nothelfer mit sich brächte.