Ferenczi e Rank sull’analisi laica

Propongo la traduzione di un frammento del testo Entwicklungsziele der Psychoanalyse: zur Wechselbeziehung von Theorie und Praxis che Sándor Ferenczi e Otto Rank hanno pubblicato insieme nel 1924.

Questo brano dedicato all’analisi praticata dai non medici anticipa di due anni il testo di Freud La questione dell’analisi laica e riprende molto acutamente un passaggio delle Conferenze di Worcester (1909) che contiene in nuce tutta l’argomentazione del testo freudiano del 1926. Va tenuto conto che “Laien”, il termine con cui sono indicati gli analisti non medici, aveva a quel tempo un’accezione analoga a “profani”, laddove lo status di non medici li qualificava immediatamente come non abili, estranei al campo. L’ambizione del testo di Freud è definire e proteggere l’autonomia della psicanalisi avendo come effetto quello di cambiare il senso della parola “Laien”: i non medici che abbiano fatto esperienza dell’analisi e si siano formati non sono profani e la parola con cui li si indica va intesa nel senso di “laici”. Leggi tutto “Ferenczi e Rank sull’analisi laica”

Domande nell’ombra, profane costruzioni

Sto dicendo la verità; non tutta, ovviamente…

Il saggio è stato scritto nel luglio del 1926 e il suo titolo è stato tradotto Il problema dell’analisi condotta da non medici. Non è proprio così. Si chiama Die Frage der Laienanalyse, La questione dell’analisi laica, e questa differenza ci intrattiene quanto occorre. Nel mio intimo lo chiamo La domanda dell’analisi profana, mi intriga ancor più ed è consentito dal fragen di cui dice.

Freud, La domanda dell’analisi profana. Il titolo suggerisce che l’analisi, in quanto profana, è in grado di domandare. La sua profanità ne sarebbe la condizione1.

Quale domanda? Quale profanità? E ambedue, di quale verità sono portatrici? Ancora, si può dare, da noi, nella nostra casa, una verità senza il desiderio di un’etica?

Der Wunsch. Un desiderio, un’invocazione, un augurio. Caro Freud, lavoriamo per un’etica. Da tanto, ci rivolgiamo al padre della psicanalisi e gli chiediamo di aiutarci a trovare un’etica. Non so se ne sarà contento, ma ho l’impressione di sì.

Un’etica non è una morale. Anzi. Lo vediamo a proposito di un particolare tipo di vita comune, quella di un analista con il suo analizzante, o di un analizzante con il suo analista, leggetelo come volete, dipende da quale dei due appartiene. Il fatto è che nessuno appartiene all’altro dei due ma ambedue appartengono a qualcosa d’altro. Leggi tutto “Domande nell’ombra, profane costruzioni”

Lo smarrimento della domanda

Dal desiderio di formazione alla logica di mercato

A distanza di quasi 40 anni suonano di estrema attualità le parole pronunciate da Lacan in occasione del suo viaggio in Italia nel 19741: “Le cose sono arrivate al punto da aver bisogno di analisti. Senza dubbio è vero per l’Italia, come altrove, d’altronde. E non è una ragione sufficiente perché ve ne sia, voglio dire, perché qualcuno si consacri a questo.”

Lacan esordisce in quell’incontro con parole forti dicendo che si aspetta che qualcosa si produca in Italia, cioè che un certo numero di persone sia analizzato. E aggiunge: “Ma non dipende da me. Perché siate analisti – posizione assai difficile benché del tutto condizionata dal punto in cui siamo, – non posso assolutamente volerlo al vostro posto. Dovete volerlo voi. Occorre che ognuno si interroghi a riguardo e si decida a volerlo diventare.”

Non si può decidere al posto di un altro. Non c’è delega possibile in rapporto al desiderio. Ognuno in rapporto alla formazione si trova a sostenere e articolare la propria domanda. L’autorizzarsi in prima istanza è questo.

Invita poi a tener conto di quanto sia poco accattivante essere analista e persino a tratti disperante. L’analista è qualcuno che si fa consumare, si offre in pasto all’amore, un amore che, dice, “lo si deve al supposto sapere”. Un amore retto dalla supposizione di un sapere totalizzante che si attende di possedere. E poi un passaggio determinante:

“Insomma è supposto sapere e, senza l’analisi, non si saprebbe quanto l’amore sia debitore a questa supposizione. Grazie all’analisi lo si sa. E’ già un passo.” Leggi tutto “Lo smarrimento della domanda”

Lettera di Freud a Federn sull’analisi laica

Propongo una nuova traduzione della lettera che Freud scrisse a fine marzo 1926 a Paul Federn, a quel tempo sostanzialmente a capo della Società Psicanalitica Viennese.

Esprime una forte reazione di fronte all’atteggiamento conservativo degli analisti viennesi che respingono l’istanza dell’analisi laica. È allo stesso tempo una chiara manifestazione della risolutezza con la quale affronterà da quel momento in poi la questione, in particolare nel testo omonimo che scriverà pochi mesi dopo e che costituirà l’inizio simbolico di una discussione che ancora oggi non ha trovato soluzione. Leggi tutto “Lettera di Freud a Federn sull’analisi laica”

Recensione di Ernest Jones a “La questione dell’analisi laica”

Ci promette delle analisi low-cost, brevi, anche su Skype. Parla da ortopedico della psicanalisi, l’ultimo presidente IPA, l’italiano Antonino Ferro. L’annuncio non è nuovo. Un suo predecessore, di cui leggiamo la recensione a Freud, si augurava una psicanalisi dove i medici prevalessero sui non medici. La profezia si è abbondantemente avverata: la psicanalisi popolar-populista, oggi anche informatizzata, è diventata a tutti gli effetti medica, rimanendo in mano ai medici. Leggi tutto “Recensione di Ernest Jones a “La questione dell’analisi laica””

Una lettera di Freud alla Neue Freie Presse sul caso Reik

Propongo una nuova traduzione di una lettera che Freud scrisse nel luglio 1926 al giornale viennese “Neue Freie Presse”.

Neue Freie Presse

In essa compare una difesa di due laici eccellenti, Theodor Reik e Anna Freud, rei di aver offuscato la fama degli analisti medici. Freud ne approfitta poi per annunciare l’imminente pubblicazione de “La questione dell’analisi laica” proponendone un brevissimo riassunto. Leggi tutto “Una lettera di Freud alla Neue Freie Presse sul caso Reik”

Prefazione a “Rapporto sul Policlinico Psicanalitico di Berlino” di M. Eitingon

Propongo una nuova traduzione della prefazione che Freud scrisse per il “Rapporto sul Policlinico Psicanalitico di Berlino” di Max Eitingon. La prefazione di Freud venne scritta nel 1923. Il rapporto di Eitingon si riferiva invece all’attività dell’istituto nel periodo fra il marzo 1920 e il giugno 1922.

È interessante l’uso che Freud fa del termine Laien (laici / profani) a chiusura del suo testo. L’abbinamento con il termine Ärzte (medici) anticipa il significato che Freud cercherà di imporre per questa parola, ‘non medici’: poiché la medicina non prepara in alcun modo all’analisi, i Laien non sono ‘profani’, incompetenti dell’analisi, sono solo ‘non medici’, ovvero laici.

Leggi tutto “Prefazione a “Rapporto sul Policlinico Psicanalitico di Berlino” di M. Eitingon”

Cinque conferenze di Worcester e Questione dell’analisi laica

Propongo una nuova traduzione di due brani tratti dalla prima e dalla terza conferenza delle cinque tenute da Freud, nel settembre 1909, presso la Clark University di Worcester nel Massachusetts.

Considero questi brani come l’affacciarsi, per la prima volta, della questione dell’analisi laica. In essi è distintamente presente uno degli elementi fondamentali della “questione”, ovvero il tema dell’incompetenza dei medici e degli psichiatri di fronte alla malattia psichica, in questo caso l’isteria. Freud usa per la prima volta il termine Laien per significare che i medici e gli psichiatri sono allo stesso livello dei profani e non hanno alcuna presa sui nevrotici. Leggi tutto “Cinque conferenze di Worcester e Questione dell’analisi laica”

Prassi profana e analisi laica in una lettera di Freud del ’24

Propongo una nuova traduzione di una lettera che Freud, nel novembre 1924, inviò ad Arnold Durig, membro del Consiglio Superiore di Sanità.

Questa lettera presenta molteplici motivi di interesse: in primo luogo è un’anticipazione della Frage der Laienanalyse, tratta infatti precisamente dell’indipendenza della psicanalisi dalla medicina e più in generale del problema dell’autorizzazione all’esercizio dell’analisi. In secondo luogo, citando anche la pratica analitica da parte di “incompetenti”, si presta a testare la scelta di traduzione che abbiamo fatto per il testo del 1926: laddove Freud con Laien intende privi di sapere, incompetenti, non preparati all’analisi, traduciamo con “profani”, laddove invece intende il significato più ristretto di “non medici”, traduciamo con “laici”. Leggi tutto “Prassi profana e analisi laica in una lettera di Freud del ’24”

Formazione medica e psicanalisi: una difficoltà

Propongo una nuova traduzione di un brano tratto dalla Prefazione [Einleitung] alle Lezioni d’introduzione alla psicanalisi [Vorlesungen zur Einführung in die Psychoanalyse] di Freud e collocabile nell’autunno del 1915.

Ho scelto di tradurre questo brano per due motivi: il primo è che rappresenta l’emergere di un tema che sarà fondamentale nella Frage der Laienanalyse, ovvero il rapporto fra formazione medica e psicanalisi. Il secondo motivo è che in questo brano compare per due volte il termine Laie [profano / laico]. Leggi tutto “Formazione medica e psicanalisi: una difficoltà”