Introduzione del narcisismo

Presentiamo la traduzione, ad oggi inedita in Italia, di una parte del verbale della riunione della Società psicanalitica di Vienna tenutasi il 10 novembre 1909. La relazione e la successiva discussione costituisce l’ingresso del termine “narcisismo” nel vocabolario psicanalitico e molto probabilmente il riconoscimento, da parte del discorso psicanalitico ufficiale, del corrispondente fenomeno psichico. In proposito, è fondamentale tenere conto del contesto in cui tale riconoscimento avviene: la presentazione da parte di Isidor Sadger di un caso di perversione polimorfa. Leggi tutto “Introduzione del narcisismo”

Controtransfert e dispositivi medici in Freud

Propongo una nuova traduzione di due frammenti del testo freudiano del 1937 L’analisi finita e infinita. Il primo propone una curiosa analogia fra un’analisi e una radiografia. Il secondo la riprende per evidenziare i nefasti effetti che può avere un controtransfert non analizzato.

Un uomo, che ha egli stesso esercitato l’analisi con grande successo, giudica che il suo rapporto con l’uomo e con la donna – con gli uomini, che sono suoi concorrenti, e con la donna, che egli ama – non è affatto esente da handicap nevrotici e perciò si fa oggetto analitico di un altro, che ritiene superiore a sé. Questa radiografia critica della propria persona gli fa ottenere un pieno successo.

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“Maneggiare” il transfert ignorando il controtransfert?

Propongo un passaggio della nostra traduzione della Questione dell’analisi laica in cui Sigmund Freud specifica come maneggiare il transfert. Lo inserisco polemicamente nella serie delle traduzioni sul controtransfert perché considero molto significativo che nel testo votato a definire e proteggere uno spazio di autonomia per la psicanalisi questo termine non venga citato e il problema scabroso dell’affetto suscitato nell’analista dal paziente venga sostanzialmente rimosso.

Sotto forma di innamoramento per l’analista, il paziente ripete esperienze psichiche già vissute una volta. Trasferisce sull’analista atteggiamenti psichici già pronti in lui, che erano intimamente connessi con l’insorgere della nevrosi. Ripete sotto i nostri occhi anche le reazioni di difesa di un tempo, volendo soprattutto ripetere nel rapporto con l’analista le principali vicissitudini di quel periodo dimenticato della vita. Leggi tutto ““Maneggiare” il transfert ignorando il controtransfert?”

Prima definizione freudiana di controtransfert

Propongo una nuova traduzione di un brano dalla conferenza che Sigmund Freud tenne il 30 marzo 1910 al Secondo Congresso Internazionale di Psicanalisi di Norimberga. Definisce qui per la prima volta il concetto di controtransfert e ne tratteggia un carattere critico e decisivo.

Altre innovazioni della tecnica riguardano la persona del medico stesso. Ci siamo accorti del “controtransfert”, che si presenta nel medico attraverso l’influenza del paziente sui sentimenti inconsci del medico, e non siamo lontani dall’avanzare la pretesa che il medico debba riconoscere in sé questo controtransfert e padroneggiarlo. Leggi tutto “Prima definizione freudiana di controtransfert”

Agli albori del controtransfert fra Ferenczi e Freud

Propongo due brevissimi frammenti dall’epistolario di Sigmund Freud e Sándor Ferenczi in cui è accennato il tema del controtransfert. Sono modesti, ma danno una chiara idea di cose significasse per loro avere a che fare con un fenomeno che ancora non erano riusciti a concettualizzare e padroneggiare. Il passaggio di Freud è peraltro curioso perché siamo ormai abituati a considerare il transfert un fenomeno universale, ma siamo piuttosto restii a parlare del controtransfert al di fuori della “situazione analitica”. Nel 1910 Freud ne parla invece anche in riferimento al rapporto con Ferenczi, che sarà un suo vero e proprio paziente solo a partire dal Giugno 1914. Leggi tutto “Agli albori del controtransfert fra Ferenczi e Freud”

La formula del controtransfert

Propongo una nuova traduzione di un frammento della lettera che Sigmund Freud scrisse a Ludwig Binswanger il 20 febbraio 1913. Enuncia una “formula” per la gestione del controtransfert che va a modulare la consapevolezza della risposta affettiva da parte dell’analista.

Il problema del controtransfert, che Lei tocca, fa parte dei problemi tecnicamente più difficili della psicanalisi. Teoricamente ritengo che si possa risolvere con facilità. Ciò che si dà al paziente non deve mai essere un affetto non mediato, ma deve sempre essere concesso consciamente e poi, a seconda delle necessità, in modo più o meno conscio. In alcune circostanze molto, però mai dal proprio inconscio. Leggi tutto “La formula del controtransfert”

Controtransfert fra guarigione e autonomia

Propongo una nuova traduzione di un frammento di una lettera che Freud scrisse a Oskar Pfister il 5 giugno 1910. La considero preziosa, in primo luogo perché mette in evidenza come il transfert non possa essere affatto eluso e che offra peraltro una traccia che non può non influenzare la conduzione dell’analisi. In secondo luogo è straordinaria la chiarezza con la quale Freud misura il prezzo del cedimento di fronte alle pretese dell’analizzante: la guarigione, non duratura peraltro, viene pagata con la moneta dell’autonomia.
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Controtransfert tra freddezza e ricettività

Traduzione di un frammento della lettera che Sigmund Freud scrisse a Carl Gustav Jung il 31 dicembre 1911. La precedente traduzione di Mazzino Montinari mancava di tradurre con precisione ‘sich einsetzen’, che rimanda all’esposizione, e in una certa misura anche al coinvolgimento, nascondendo poi ‘Person’, concetto fondamentale in Freud nell’articolare la dinamica del transfert.
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Controtransfert e psicanalisi

Traduzione inedita di un intervento di Sigmund Freud sul controtransfert nel corso di una riunione della Società Psicanalitica Viennese. Si tratta della seduta di mercoledì 9 marzo 1910.

Il professor Freud prende spunto dal fatto che anche nella seconda edizione della Teoria sessuale[1] ha trattato molto timidamente la questione del sadismo e del masochismo. La letteratura contiene una tale confusione di punti di vista sicuramente accertabili, senza indicazioni di una soluzione finale del problema.
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Freud, Ferenczi e la posizione dell’analista

Devo a Moreno Manghi la segnalazione di questo brano di Sándor Ferenczi tratto dal testo del 1927 Das Problem der Beendigung der Analysen, conosciuto in Italia come Il problema del termine dell’analisi. Manghi ha avuto due ottime intuizioni: che questo brano fosse molto più incisivo e fecondo di quanto non traspaia dalla traduzione italiana; che questo brano potesse portare luce sulla differente posizione che Sigmund Freud e Sándor Ferenczi attribuiscono all’analista nella cosiddetta “situazione analitica”. Leggi tutto “Freud, Ferenczi e la posizione dell’analista”

Angoscia di morte, melanconia e Io inerme

Propongo una traduzione di un breve passaggio di S. Freud nella parte finale de L’Io e l’Es che spiega l’angoscia di morte della melanconia con il rapporto fra Io e Super-Io. Questa angoscia mostra l’altro lato della Hilflosigkeit, lo stato originario di radicale impotenza del bambino, abbandonato al bisogno e al dolore, che necessita dunque del soccorso dell’altro. Se nel Progetto di una psicologia Freud afferma che questo stato è “la fonte originaria di tutte le motivazioni morali”, nel Compendio di psicanalisi mostra come il prezzo della sicurezza fornita dalle cure parentali sia “l’angoscia della perdita d’amore”. Il passaggio che segue mostra il ritorno dell’Io alla Hilflosigkeit come effetto dell’attualizzazione della perdita d’amore da parte del Super-Io, l’istanza morale che prende il posto delle istanze protettrici parentali. Leggi tutto “Angoscia di morte, melanconia e Io inerme”

Il narcisismo in Freud

“Il ritorno all’Io della libido oggettuale, la sua trasformazione in narcisismo, ripresenta, per così dire, un amore felice; d’altra parte, anche un amore felice reale corrisponde allo stato originario in cui non vanno distinte libido oggettuale e libido dell’Io.”

Così l’originale tedesco:

“Die Rückkehr der Objektlibido zum Ich, deren Verwandlung in Narzismus, stellt gleichsam wieder eine glückliche Liebe dar, anderseits entspricht auch eine reale glückliche Liebe dem Urzustand, in welchem Obiekt- und Ichlibido voneinander nicht zu unterscheiden sind“. (“Zur Einführung des Narzismus” (1914), in Sigmund Freud gesammelte Werke, vol. X, p. 167).

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