Se lo dice Kant…

…forse si può dirlo meglio.

Il singolo si dimostra sempre irrilevante,
ma la possibilità di ogni singolo ci dischiude
una prospettiva sull’essenza del mondo.
Ludwig Wittgenstein
Tractatus Logico-philosophicus, 3.3421

Affermando che la Critica della ragion pratica sia un trattato sul desiderio, non credo di trasgredire i canoni della storia della filosofia, che per l’idealismo formano l’essenza della filosofia stessa. Il punto, che può sfuggire, ma forse non del tutto, è che, alla vigilia della rivoluzione francese, la performance kantiana prenda spunto da due nozioni comuni apparentemente contrastanti, ma presupposte in modo assiomaticamente originario. La mia ipotesi di lavoro è che il desiderio nasca da un’apparente contraddizione kantiana. Mi spiego.

Il principio di tutta l’elucubrazione etica kantiana è la nozione di volontà libera, intesa come espressione autonoma di una causalità efficiente soggettiva che precede ogni determinazione empirica; essendo trascendentale determina l’empirico senza esserne determinata. “La libertà è anche l’unica fra tutte le idee della ragione speculativa di cui noi conosciamo a priori la possibilità senza tuttavia riconoscerla (einzusehen), perché essa è la condizione della legge morale che noi conosciamo”. Leggi tutto “Se lo dice Kant…”

La seconda seduta di Freud con il Rattenmann

Propongo una nuova traduzione degli appunti di Freud relativi alla seconda seduta di Ernst Lanzer, soprannominato “l’uomo dei topi”, anche se il suo epiteto potrebbe essere tradotto più propriamente con “l’uomo dei ratti”. Questa seduta ci propone un complesso movimento transferale che Freud innesca con il suo controtransfert, del quale prende coscienza solo dopo la seduta, forse proprio mentre redige queste annotazioni. Mi permetto di evidenziare alcuni significanti con la sottolineatura.

Appunti originali per “L’uomo dei ratti”

Seconda seduta [giovedì 3 ottobre]

“Penso che inizierò oggi dall’esperienza che è stata per me l’occasione diretta per venire da Lei. Era in agosto, durante le esercitazioni armate in Galizia. In precedenza ero stato male e mi ero tormentato con ogni tipo di pensieri coatti, che però durante l’esercitazione presto recedettero. Mi interessava dimostrare agli ufficiali che non avevamo solo imparato qualcosa, ma che riuscivamo anche a sopportare qualcosa. Un giorno facemmo una breve marcia partendo da Spas.[1] Durante la sosta persi il mio pince-nez e, sebbene avessi potuto ritrovarlo facilmente, non volli ritardare la partenza e vi rinunciai. Telegrafai perciò a Vienna, all’ottico, affinché mi spedisse subito un pince-nez sostitutivo. Nel corso di quella sosta mi sedetti fra due ufficiali, uno dei quali, un capitano dal nome ceco pur essendo egli viennese, sarebbe diventato significativo per me. Leggi tutto “La seconda seduta di Freud con il Rattenmann”

Essenza e meccanismo della nevrosi di coazione

Propongo una nuova traduzione del II capitolo del testo di S. Freud Ulteriori annotazioni sulle neuropsicosi da difesa (Weitere Bemerkungen über die Abwehr-Neuropsychosen). Questo capitolo illustra il meccanismo di produzione della nevrosi di coazione e costituisce la più compiuta esposizione della teoria del trauma sessuale specifico. Per me rappresenta il terreno ideale per mettere alla prova una nuova traduzione del termine Zwangsneurose, tradizionalmente tradotto come “nevrosi ossessiva”. Il termine tedesco Zwang rimanda alla costrizione e alla coazione. È parte della parola composta Wiederholungszwang che a buon titolo è normalmente tradotta come “coazione a ripetere”.  La dimensione psichica propria della coazione è ben più generale di un particolare quadro clinico. Si veda ad esempio la chiusura del VII paragrafo del testo La Negazione, quando Freud fa riferimento alla coazione del principio di piacere, “Zwang des Lustprinzips”. L’impraticabilità dell’appiattimento di Zwang su “ossessione” è chiarita anche dal passaggio del testo Una nevrosi demoniaca nel secolo decimosettimo in cui Freud scrive “Zwangsneurose mit Obsessionen”[1] e che non può essere certo tradotto con “nevrosi ossessiva con ossessioni”.

Ulteriori annotazioni sulle neuropsicosi da difesa

[…]

II – Essenza e meccanismo della nevrosi di coazione

Nell’eziologia della nevrosi di coazione le esperienze sessuali della prima infanzia hanno la stessa importanza che hanno nell’isteria, ma qui non si tratta più della passività sessuale, quanto piuttosto di aggressioni compiute con piacere e di una partecipazione, che si sentì piacevole, ad atti sessuali; si tratta cioè di attività sessuale. A questa differenza delle condizioni eziologiche si collega il fatto che per la nevrosi di coazione appare favorito il genere maschile. Leggi tutto “Essenza e meccanismo della nevrosi di coazione”

Ossessioni e fobie

In questo testo scritto in francese da Freud nel 1894, egli esamina i meccanismi di formazione delle ossessioni e delle fobie. A partire da numerose vignette cliniche, Freud mostra con grande precisione descrittiva come i processi di costruzione delle ossessioni si differenzino da quelli che sono alla base delle fobie.

Ossessioni e fobie (1895)

Il loro meccanismo psichico e la loro eziologia

Comincerò con il contestare due asserzioni che si trovano spesso ripetute a proposito delle due sindromi “ossessioni” e “fobie”. Bisogna dire:
1° esse non si collegano alla nevrastenia propriamente detta, poiché i malati affetti da questi sintomi sono altrettanto spesso nevrastenici ma anche no;
2° Non è giustificato farle dipendere dalla degenerazione mentale, perché si trovano in persone che in generale non sono più degenerate della maggior parte dei nevrotici, poiché talvolta migliorano e si riesce talvolta a guarirli.[1]

Le ossessioni e le fobie sono nevrosi a parte, che hanno un meccanismo speciale e una propria eziologia che in un certo numero di casi sono riuscito a mettere in luce e che, lo spero, si mostreranno parimenti in un buon numero di nuovi casi. Leggi tutto “Ossessioni e fobie”

La psicanalisi e la Weltanschauung

Una Weltanschauung (Lezione 35)
di Sigmund Freud

Signore e Signori,

nel nostro ultimo incontro ci siamo occupati delle piccole preoccupazioni della vita quotidiana, come far ordine nella nostra modesta dimora. Oggi vogliamo tentare un’impresa ardita e rischiare di rispondere a una questione che da altre parti ci viene ripetutamente posta: se la psicanalisi porti a una determinata Weltanschauung e a quale.

Weltanschauung è – temo – un termine specifico tedesco; tradurlo in altre lingue può causare difficoltà. Comunque io tenti di definirlo, di sicuro vi sembrerà goffo. Penso che la Weltanschauung sia una costruzione intellettuale che risolve tutti i problemi della nostra esistenza in modo unitario, partendo da un presupposto generale, al cui interno nessun problema resta aperto e tutto ciò che ci interessa si trova al suo posto. È assai comprensibile che possedere tale Weltanschauung rientri nelle aspirazioni ideali dell’uomo. Crederci fa sentire più sicuri nella vita, sapendo a cosa si deve aspirare e sapendo come sistemare i propri affetti e interessi in modo opportuno. Leggi tutto “La psicanalisi e la Weltanschauung”

La conclusione asintotica della cura fra transfert e resto

Propongo una nuova traduzione tratta dall’epistolario fra Sigmund Freud e Wilhelm Fliess. Nella lettera del 16 Aprile 1900 Freud anticipa all’amico e collega alcune intuizioni sulle dinamiche che sembrano contrassegnare la conclusione asintotica della cura psicoanalitica. La “apparente infinitezza” dell’analisi, tema che verrà ripreso e sviluppato nello scritto del 1937 Die endliche und die unendliche Analyse, viene messo in tensione, tramite un efficace riferimento clinico, con il fenomeno del transfert. Leggi tutto “La conclusione asintotica della cura fra transfert e resto”

Transfert come ostacolo negli appunti di Freud

Propongo una traduzione inedita di alcuni appunti di Sigmund Freud sul tema del transfert. Queste brevi annotazioni fanno parte di una serie di documenti che Freud voleva distruggere e che solo la benevola influenza di Marie Bonaparte prima e il lavoro filologico di Ilse Grubrich-Simitis poi ci permettono di conoscere.

Transfert e ostacolo

Ancora oggi mi dimentico con troppa facilità che tutto quello che non è chiaro è transfert. Va preso con più rigore.

1) In primo luogo il transfert non va attaccato fino a quando non fa ostacolo;

2) diventa ostacolo prima dei casi spontanei perché attira l’attenzione; Leggi tutto “Transfert come ostacolo negli appunti di Freud”

Ferenczi e Rank sull’analisi laica

Propongo la traduzione di un frammento del testo Entwicklungsziele der Psychoanalyse: zur Wechselbeziehung von Theorie und Praxis che Sándor Ferenczi e Otto Rank hanno pubblicato insieme nel 1924.

Questo brano dedicato all’analisi praticata dai non medici anticipa di due anni il testo di Freud La questione dell’analisi laica e riprende molto acutamente un passaggio delle Conferenze di Worcester (1909) che contiene in nuce tutta l’argomentazione del testo freudiano del 1926. Va tenuto conto che “Laien”, il termine con cui sono indicati gli analisti non medici, aveva a quel tempo un’accezione analoga a “profani”, laddove lo status di non medici li qualificava immediatamente come non abili, estranei al campo. L’ambizione del testo di Freud è definire e proteggere l’autonomia della psicanalisi avendo come effetto quello di cambiare il senso della parola “Laien”: i non medici che abbiano fatto esperienza dell’analisi e si siano formati non sono profani e la parola con cui li si indica va intesa nel senso di “laici”. Leggi tutto “Ferenczi e Rank sull’analisi laica”

“A blessing in disguise”: sul controtransfert

Propongo una nuova traduzione di una lettera datata 7 giugno 1909 e indirizzata a Carl Gustav Jung nella quale Sigmund Freud illustra ulteriormente i movimenti del controtransfert in riferimento alle dinamiche relative alla giovane Sabina Spielrein.

145 F

7.6[1].09
Via Berggasse 19, zona IX, Vienna.

Caro amico,

poiché so che Lei è personalmente interessato alla faccenda Spielrein, Le scrivo ancora in proposito, naturalmente non c’è bisogno che risponda.

Ho inteso correttamente il suo telegramma,[2] la spiegazione coincideva con la mia ipotesi. Dopo il telegramma ho quindi scritto una lettera alla Spielrein, nella quale facevo l’ingenuo, come se avessi avuto da giudicare l’offerta di un’entusiasta fin troppo infervorata. Scrivevo che non potevo assumermi la responsabilità per il suo viaggio, che si trattava di un qualcosa estremamente interessante per me, ma che altresì non sapevo cosa la inducesse al sacrificio, e che perciò la pregavo di comunicarmi inizialmente per lettera la natura della cosa. Non è ancora giunta una risposta. Leggi tutto ““A blessing in disguise”: sul controtransfert”

Introduzione del narcisismo

Presentiamo la traduzione, ad oggi inedita in Italia, di una parte[1] del verbale della riunione della Società psicanalitica di Vienna tenutasi il 10 novembre 1909. La relazione e la successiva discussione costituisce l’ingresso del termine “narcisismo” nel vocabolario psicanalitico e molto probabilmente il riconoscimento, da parte del discorso psicanalitico ufficiale, del corrispondente fenomeno psichico. In proposito, è fondamentale tenere conto del contesto in cui tale riconoscimento avviene: la presentazione da parte di Isidor Sadger di un caso di perversione polimorfa. Leggi tutto “Introduzione del narcisismo”