Freud sull’amore di transfert

Propongo una nuova traduzione del testo che all’inizio del 1915 Freud dedicò all’amore di transfert. Si tratta di un tema che ha ovvie implicazioni etiche, ma che Freud affronta in questo caso sul versante della tecnica, rimarcando che la sua discussione soddisfa un bisogno vitale della tecnica analitica. Considerata la simmetria che è in gioco fra transfert e controtransfert, si deduce facilmente come la censura sulla discussione del controtransfert, di cui abbiamo traccia alla fine del 1911, abbia creato una sorta di scompenso nella vitalità della teoria freudiana. Uno dei due brevissimi accenni che vengono fatti in questo testo al controtransfert è comunque particolarmente interessante perché lo connota come “disponibile nello” psicanalista, così come le imago che fondano il transfert sono cliché “già preparati nel” paziente e già “disponibili” in esso e pronti per essere appuntati alla persona dell’analista, come se transfert e controtransfert avessero un’origine comune.
Un altro motivo di interesse di questo testo è poi l’articolarsi del rapporto fra resistenza e transfert positivo che va a costituire un’integrazione di quanto Freud espresse nel testo sull’avvio del trattamento, laddove affermava che la specificità della psicanalisi consiste nell’usare il transfert del paziente per superare le resistenze al sapere.
Un tema già accennato altrove ma approfondito solo in questo testo riguarda il rapporto fra un “normale” innamoramento al di fuori della situazione analitica e l’innamoramento di transfert. La risposta, quasi abissale, di Freud ricalca la distruzione da lui operata della distinzione “sano” e “malato”: come la differenza fra un sano e un malato non è qualitativa ma quantitativa, allo stesso modo i due innamoramenti condividono essenzialmente gli stessi tratti devianti dalla norma e si differenziano solo perché il transfert è in qualche misura indotto dalla situazione analitica, che ne favorisce anche l’intrecciarsi con la resistenza.

Annotazioni sull’amore di transfert (1915)

Ciascun principiante in psicanalisi è in prima battuta intimorito dalle difficoltà che gli procurano l’interpretazione delle idee spontanee del paziente e il compito della riproduzione del rimosso. Di lì a poco valuterà però come modeste tali difficoltà e scambierà quindi questa valutazione con la convinzione che le uniche difficoltà veramente serie sono quelle che incontra nel maneggiare il transfert.

Fra le situazioni che si producono qui, ne voglio circoscrivere nettamente solo una e ciò sia per la sua frequenza e importanza reale, sia per il suo interesse teorico. Intendo il caso in cui una paziente femmina lasci intendere, con allusioni inequivocabili o dichiarandolo in modo diretto, di essersi innamorata, come una qualsiasi altra mortale, del medico che la analizza. Questa situazione ha i suoi aspetti penosi e comici, così come quelli seri; essa è inoltre così intricata e soggetta a molteplici condizionamenti, così inevitabile e così difficile da risolvere, che la sua discussione avrebbe soddisfatto da tempo un bisogno vitale della tecnica analitica. Ma come noi stessi ci facciamo beffe degli errori altrui pur non essendone sempre immuni, allo stesso modo finora non ci siamo nemmeno spinti a svolgere questo compito. Leggi tutto “Freud sull’amore di transfert”

Freud e l’introduzione del concetto di “Bahnung”

Dietro suggerimento di Mario Bottone e con la fattiva collaborazione di Davide Radice, cui devo buona parte dell’indagine bibliografica, propongo di seguito alcune riflessioni sul termine “Bahnung(-en)”, che Freud impiega soprattutto in Progetto di una psicologia.[1]

Esso viene generalmente tradotto con “facilitazione”. Va però detto che già i curatori delle Opere di Sigmund Freud per i tipi di Boringhieri paiono perplessi di fronte a questa scelta. Commentano infatti: “Bahnung, termine che era già in uso in tedesco (e che si potrebbe rendere con ‘avviamento’) prima che la traduzione inglese: facilitation, dovuta probabilmente a Charles Scott Sherrington qualche anno dopo il Progetto, determinasse la terminologia oggi corrente”.[2] I curatori sembrano esplicitare l’impossibilità, dato il precedente, di proporre traduzioni alternative.

Anche lo spagnolo si accoda, come l’italiano, all’inglese rendendo con “facilitaciòn”. Diversa la scelta francese che traduce con “frayage”, da “frayer”, “aprire”, con ciò recuperando in buona parte il senso del verbo tedesco “bahnen” (spianare, aprire un varco, una via), da cui appunto “Bahnung”.[3] Anche “avviamento” avrebbe consentito di conservare un rimando alla “via” e all’instradare. Per contro “facilitazione”, se da un lato perde del tutto il collegamento con il fondamento concreto del termine originale, dall’altro acquista una poco soddisfacente venatura di finalismo. Leggi tutto “Freud e l’introduzione del concetto di “Bahnung””