Se lo dice Kant…

…forse si può dirlo meglio.

Affermando che la Critica della ragion pratica sia un trattato sul desiderio, non credo di trasgredire i canoni della storia della filosofia, che per l’idealismo formano l’essenza della filosofia stessa. Il punto, che può sfuggire, ma forse non del tutto, è che, alla vigilia della rivoluzione francese, la performance kantiana prenda spunto da due nozioni comuni apparentemente contrastanti, ma presupposte in modo assiomaticamente originario. La mia ipotesi di lavoro è che il desiderio nasca da un’apparente contraddizione kantiana. Mi spiego.

Il principio di tutta l’elucubrazione etica kantiana è la nozione di volontà libera, intesa come espressione autonoma di una causalità efficiente soggettiva che precede ogni determinazione empirica; essendo trascendentale determina l’empirico senza esserne determinata. “La libertà è anche l’unica fra tutte le idee della ragione speculativa di cui noi conosciamo a priori la possibilità senza tuttavia riconoscerla (einzusehen), perché essa è la condizione della legge morale che noi conosciamo”. Leggi tutto “Se lo dice Kant…”

La seconda seduta di Freud con il Rattenmann

Propongo una nuova traduzione degli appunti di Freud relativi alla seconda seduta di Ernst Lanzer, soprannominato “l’uomo dei topi”, anche se il suo epiteto potrebbe essere tradotto più propriamente con “l’uomo dei ratti”. Questa seduta ci propone un complesso movimento transferale che Freud innesca con il suo controtransfert, del quale prende coscienza solo dopo la seduta, forse proprio mentre redige queste annotazioni. Mi permetto di evidenziare alcuni significanti con la sottolineatura.

Appunti originali per “L’uomo dei ratti”

Seconda seduta [giovedì 3 ottobre]

“Penso che inizierò oggi dall’esperienza che è stata per me l’occasione diretta per venire da Lei. Era in agosto, durante le esercitazioni armate in Galizia. In precedenza ero stato male e mi ero tormentato con ogni tipo di pensieri coatti, che però durante l’esercitazione presto recedettero. Mi interessava dimostrare agli ufficiali che non avevamo solo imparato qualcosa, ma che riuscivamo anche a sopportare qualcosa. Un giorno facemmo una breve marcia partendo da Spas.[1] Durante la sosta persi il mio pince-nez e, sebbene avessi potuto ritrovarlo facilmente, non volli ritardare la partenza e vi rinunciai. Telegrafai perciò a Vienna, all’ottico, affinché mi spedisse subito un pince-nez sostitutivo. Nel corso di quella sosta mi sedetti fra due ufficiali, uno dei quali, un capitano dal nome ceco pur essendo egli viennese, sarebbe diventato significativo per me. Leggi tutto “La seconda seduta di Freud con il Rattenmann”

La conclusione asintotica della cura fra transfert e resto

Propongo una nuova traduzione tratta dall’epistolario fra Sigmund Freud e Wilhelm Fliess. Nella lettera del 16 Aprile 1900 Freud anticipa all’amico e collega alcune intuizioni sulle dinamiche che sembrano contrassegnare la conclusione asintotica della cura psicoanalitica. La “apparente infinitezza” dell’analisi, tema che verrà ripreso e sviluppato nello scritto del 1937 Die endliche und die unendliche Analyse, viene messo in tensione, tramite un efficace riferimento clinico, con il fenomeno del transfert. Leggi tutto “La conclusione asintotica della cura fra transfert e resto”