Freud si traduce in inglese

Propongo due lettere di Sigmund Freud ad Abraham Arden Brill nella traduzione di Michele Lualdi. In esse Freud risponde, a più riprese, alla richiesta di chiarimento che Brill formula in merito al termine tedesco “Zwangsneurose”, che oggigiorno è quasi sempre tradotto in italiano con “nevrosi ossessiva” e in inglese con “obsessional neurosis”. Nel 1909 Brill è a tutti gli effetti un pioniere delle traduzioni inglesi di Freud e come tale ha di fronte a sé un campo libero nel quale interrogarsi ancora sulle parole, prima che le traduzioni “standard” di James Strachey inebetiscano lettori e traduttori. La parola tedesca “Zwang” rimanda alla coazione e alla costrizione ed è difficilmente accostabile alla parola inglese “obsession”. La prima risposta di Freud dà l’idea del problema: propone di tenere nella traduzione inglese il termine tedesco, che avvicina alla parola inglese “constraint”. Nella seconda lettera afferma di essersi rotto la testa sul termine “Zwangsneurose” e di non essere riuscito a trovare una soluzione migliore di “compulsive neurosis” che Brill gli propone. Ho già espresso la mia posizione al riguardo nelle righe che introducono la nuova traduzione italiana del brano di Freud “Wesen und Mechanismus der Zwangsneurose”. Leggendo la traduzione inglese di Brill dello stesso brano si può vedere come si sia deciso infine a tradurre “Zwangsneurose” con “compulsion neurosis”.  Michele Lualdi ha pubblicato le traduzioni di tutte le missive di Freud a Brill, che ho avuto il privilegio di revisionare. Leggi tutto “Freud si traduce in inglese”

Freud sull’origine delle perversioni sessuali

Sigmund Freud – “Un bambino viene battuto” (1919)

Contributo alla conoscenza dell’origine delle perversioni sessuali

I

Le persone che hanno cercato il trattamento analitico a causa di un’isteria o di una nevrosi coatta confessano con sorprendente frequenza la rappresentazione di fantasia un bambino viene battuto. È molto probabile che ricorra ancora più spesso in altre persone, non costrette a prendere tale decisione a causa di una malattia manifesta.

Alla fantasia si collegano sentimenti piacevoli, grazie ai quali si ripete innumerevoli volte, o ancora si riproduce. Al colmo della situazione immaginata si impone quasi regolarmente una soddisfazione onanistica, quindi a livello dei genitali; all’inizio secondo la volontà della persona, ma in seguito con un carattere coatto contro il suo disgusto.

Si confessa la fantasia solo esitando; il ricordo dell’esordio è incerto; al trattamento analitico dell’argomento si oppone un’indubbia resistenza; vergogna e senso di colpa sono in questo caso forse più forti rispetto ad analoghe comunicazioni sugli inizi, ricordati, della vita sessuale.

Alla fine si riesce a stabilire che le prime fantasie del genere furono coltivate molto precocemente, già verso il quinto o sesto anno di età. Se a scuola il bambino vide il maestro battere altri bambini, l’esperienza richiamava le fantasie, se erano sopite, e le rafforzava, se erano ancora presenti, modificandone notevolmente il contenuto. Leggi tutto “Freud sull’origine delle perversioni sessuali”

Freud e la prima definizione di transfert

Propongo una nuova traduzione del brano di Freud che per la prima volta accenna al fenomeno del transfert. Si tratta della parte finale del capitolo degli Studi sull’isteria intitolato Psicoterapia dell’isteria. La spiegazione del transfert richiama in questo caso il prodursi dell’ossessione, così come Freud l’aveva descritto in Ossessioni e fobie.

Studi sull’isteria

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Psicoterapia dell’isteria

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Ho già accennato quale importante ruolo spetti alla persona del medico nel creare motivi che possano vincere la forza psichica della resistenza. In non pochi casi, specialmente nelle donne e nel caso si tratti di chiarire una sequenza di pensieri erotici, la collaborazione dei pazienti diventa un sacrificio personale che deve essere compensato con un qualche surrogato dell’amore. La fatica e la paziente cordialità del medico devono bastare come surrogato. Leggi tutto “Freud e la prima definizione di transfert”

Essenza e meccanismo della nevrosi di coazione

Propongo una nuova traduzione del II capitolo del testo di S. Freud Ulteriori annotazioni sulle neuropsicosi da difesa (Weitere Bemerkungen über die Abwehr-Neuropsychosen). Questo capitolo illustra il meccanismo di produzione della nevrosi di coazione e costituisce la più compiuta esposizione della teoria del trauma sessuale specifico. Per me rappresenta il terreno ideale per mettere alla prova una nuova traduzione del termine Zwangsneurose, tradizionalmente tradotto come “nevrosi ossessiva”. Il termine tedesco Zwang rimanda alla costrizione e alla coazione. È parte della parola composta Wiederholungszwang che a buon titolo è di solito tradotta come “coazione a ripetere”, anche se “coazione di ripetizione” sarebbe una traduzione più precisa.  La dimensione psichica propria della coazione è ben più generale di un particolare quadro clinico. Si veda ad esempio la chiusura del VII paragrafo del testo La Negazione, quando Freud fa riferimento alla coazione del principio di piacere, “Zwang des Lustprinzips”. L’impraticabilità dell’appiattimento di Zwang su “ossessione” è chiarita anche dal passaggio del testo Una nevrosi demoniaca nel secolo decimosettimo in cui Freud scrive “Zwangsneurose mit Obsessionen”[1] e che non può essere certo tradotto con “nevrosi ossessiva con ossessioni”.

Ulteriori annotazioni sulle neuropsicosi da difesa

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II – Essenza e meccanismo della nevrosi di coazione

Nell’eziologia della nevrosi di coazione le esperienze sessuali della prima infanzia hanno la stessa importanza che hanno nell’isteria, ma qui non si tratta più della passività sessuale, quanto piuttosto di aggressioni compiute con piacere e di una partecipazione, che si sentì piacevole, ad atti sessuali; si tratta cioè di attività sessuale. A questa differenza delle condizioni eziologiche si collega il fatto che per la nevrosi di coazione appare favorito il genere maschile. Leggi tutto “Essenza e meccanismo della nevrosi di coazione”