Mitdenker psicanalitici cercansi

Mitdenker è una bella parola, intraducibile in italiano, che hanno gli svizzeri tedeschi, ma non i tedeschi (se non erro, ma aspetto dagli amici tedeschi la conferma). Mitdenker significa uno che segue il ragionamento dell’altro; il significante è costruito sul calco di Mitarbeiter, “collaboratore”, e di mitteilen, “comunicare”, nel senso di “mettere a parte”, “far partecipe”. La rilevanza di questi concetti per la psicanalisi dovrebbe essere evidente. Alles mitteilen, “comunicare tutto” è la prima regola dell’analisi freudiana, dove funziona da presupposto e da preliminare per una collaborazione di pensiero tra analista e analizzante. L’analista potrebbe essere il Mitdenker dell’analizzante, cioè il collaboratore del/al suo pensiero, inconscio ovviamente. Leggi tutto “Mitdenker psicanalitici cercansi”

Un buco nell’acqua e due paradossi

Un buco nell'acquaProporrò un riassunto del testo La questione dell’analisi laica di Sigmund Freud e cercherò poi di mettere in evidenza due paradossi che a mio modo di vedere hanno indebolito il progetto freudiano di proteggere l’autonomia della psicanalisi e hanno quindi contribuito a far sì che questo testo diventasse “un buco nell’acqua”1, come poi Freud stesso l’ha definito. Leggi tutto “Un buco nell’acqua e due paradossi”

Se volessi diventare astrologo…

… andrei da un astrologo già affermato, possibilmente il più rinomato sulla piazza, perché mi insegni a interpretare le configurazioni astrologiche; da lui imparerei a correlare i passaggi attuali dei pianeti nelle loro case con l’assetto planetario che ha presieduto alla nascita di chi mi chiede l’oroscopo, giustificando così previsioni future. Studierei codici antichi e moderni, sempre lasciando l’ultima parola al maestro di cui sono allievo. Poi diventerei un professionista, vendendo strologherie a giornali e a privati. Il popolo ama essere ingannato e lo ingannerei prontamente con lo stesso fervore con cui mi sono lasciato ingannare io stesso. L’ignoranza astrologica – un’antica e nobile ignoranza, risalente ai sacerdoti sumeri – verrebbe garantita al cento per cento: prima di diventare astrologo non sapevo che Giove avesse dei satelliti – le lune medicee, scoperte da Galilei – e continuerei a non saperlo da astrologo ben formato. Leggi tutto “Se volessi diventare astrologo…”

Boycott the DSM-5?

Per inaugurare un’azione politica, è consigliabile formulare prima una teoria, almeno parziale, di ciò che si sta per fare. Infatti, senza teoria c’è solo impolitica, come dimostra l’attuale disastrosa situazione italiana.

La considerazione preliminare, che qui propongo, è che la dimensione antipsichiatrica sia inerente a qualunque pratica di psichiatria, anche a quella più anodina. Non le viene aggiunta dall’esterno, ma sta al suo confine, come l’ombra sta al confine del corpo. Accettato il presupposto topologico, cerco di precisarne i contenuti.

L’antipsichiatria denuncia la filiazione medica della psichiatria, già iscritta nella sua stessa etimologia e, a tutti gli effetti, incancellabile. L’anti dell’antipsichiatria non cancella la connotazione medica della psichiatria, come la negazione freudiana non sempre nega. La psichiatria entra irreversibilmente in campo medico appena accetta di sottomettersi e conformarsi all’atto medico per eccellenza: la diagnosi, che è anche l’atto specifico della medicina. Diagnosi, prognosi e cura, è questa la trimurti medicale, dove l’ordinamento delle tre divinità è stretto: non c’è cura senza diagnosi; non c’è terapeuta, se non c’è stato prima il bravo diagnosta. Viceversa se c’è diagnosi, c’è medicina; in pratica in psichiatria c’è diagnosi, quindi la psichiatria è essenzialmente medicina, anche quando lo è suo malgrado, proponendosi come antipsichiatria. Leggi tutto “Boycott the DSM-5?”

La psicanalisi e la cura

Il testo che segue è stato discusso, insieme ad altri, a Firenze il 27 ottobre 2012 in occasione della giornata di studio “La psicanalisi e la cura” organizzata da Fondation européenne pour la psychanalyse, Gruppo clinico “Inconscio a Firenze”, Giardino freudiano, Laboratorio di ricerca freudiana. Come sempre, il confronto collettivo permette di pensare meglio. Questa versione integra i “guadagni di pensiero” della trasferta fiorentina.

La psicanalisi e la cura

È opportuno che la definizione del rapporto fra psicanalisi e cura passi prima dall’approfondimento del significato di questi termini. Il mio contributo vuole mostrare come attorno a questi due significanti si addensino problematiche che anche nel periodo della maturità di Freud rimangono irrisolte.

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La nostra traduzione “open to revision”

Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli attacchi all’autonomia della psicanalisi appoggiandosi principalmente a due argomenti: la psicanalisi è una psicoterapia, quindi l’analista deve formarsi come psicoterapeuta e iscriversi all’albo; l’analista svolge un’attività di cura e quindi deve essere autorizzato dallo Stato. Vale allora la pena ascoltare la voce di Freud che in questo scritto del 1926 ha fondato il concetto di laicità della psicanalisi.

Poiché entrambe le traduzioni in italiano attualmente disponibili sembrano inadeguate a pensare il pensiero di Freud sull’analisi laica, negando già nel titolo la cittadinanza a quel significante, “laico”, che più propriamente può tradurre il “Laie” freudiano, vogliamo proporre una traduzione che si sforzi invece in ogni modo di aderire al tedesco di Freud: che riproponga la sua prosa ricca di metafore, che segua lo snordarsi quasi carsico del suo pensiero, che non ometta di riportare il vigore delle sue posizioni eticamente rivoluzionarie. Avendo questa meta, la nostra traduzione si è andata plasmando in un modo che possiamo, solo ora, connotare secondo questi tre attributi: scientifica, etica, collettiva. Leggi tutto “La nostra traduzione “open to revision””