Mitdenker psicanalitici cercansi

Mitdenker è una bella parola, intraducibile in italiano, che hanno gli svizzeri tedeschi, ma non i tedeschi (se non erro, ma aspetto dagli amici tedeschi la conferma). Mitdenker significa uno che segue il ragionamento dell’altro; il significante è costruito sul calco di Mitarbeiter, “collaboratore”, e di mitteilen, “comunicare”, nel senso di “mettere a parte”, “far partecipe”. La rilevanza di questi concetti per la psicanalisi dovrebbe essere evidente. Alles mitteilen, “comunicare tutto” è la prima regola dell’analisi freudiana, dove funziona da presupposto e da preliminare per una collaborazione di pensiero tra analista e analizzante. L’analista potrebbe essere il Mitdenker dell’analizzante, cioè il collaboratore del/al suo pensiero, inconscio ovviamente.

Ludwik Fleck

Cosa si può dire della figura del Mitdenker a livello sociologico? Dove abita e che vita conduce? Vive con altri Mitdenker; è il membro di un Denkkollectiv secondo Ludwik Fleck, “collettivo di pensiero”. In particolare, di quale collettivo si tratterebbe? È più facile dire di quale collettivo non si tratterebbe. Il Mitdenker non abita in collettivi basati sull’identificazione a un maestro, il quale funziona da Führer, dispensando la dottrina ortodossa agli allievi che lo frequentano. Per seguire un maestro non c’è bisogno di mitdenken, di “copensare”. Il compito di pensare è prerogativa assoluta del maestro; l’allievo deve solo apprendere, cioè pendere dalle labbra del maestro, e apprende meglio se non pensa a quel che gli viene ammannito dall’alto durante la cosiddetta formazione.

Nel collettivo dei Mitdenker, invece, non c’è posto per l’ipse dixit. Direi che i Mitdenker formano un collettivo epistemico laico. Cosa significa? Significa che non esiste la cattedra del pensiero. Il pensiero non scende verticalmente dall’alto in basso, ma circola orizzontalmente in basso. Il pensiero è bassa cucina. Attenzione, però! Ciò non significa che non esistano maestri e allievi, perché la funzione del maestro e quella dell’allievo sono fuse nello stesso soggetto collettivo (non necessariamente nello stesso individuo). In collettivi epistemici laici tutti possono insegnare e tutti apprendere, posto che si impara insegnando e si insegna imparando. La dialettica epistemica dovrebbe essere meno cruenta di quella ontologica, dove mors tua vita mea e la mia libertà è la tua servitù. Infatti, a livello epistemico, tutto per me comincia supponendo che tu abbia un sapere diverso dal mio, che può interagire con il mio e promuovere o falsificare le mie congetture. Lacan lo chiamava transfert di lavoro. E come finisce? Ricominciando. Quando questo lavoro finisce non è stato inutile, che si sia concluso in modo positivo o negativo. In ogni caso fornisce il punto di ripartenza per altro lavoro epistemico basato su un altro transfert.

Come potrebbe configurarsi un collettivo epistemico di Mitdenker nel movimento psicanalitico? Va premesso che si tratta di un’eventualità remota e praticamente impensabile; infatti, il movimento analitico è sempre stato il luogo dell’incontro/scontro di orde scolastiche, ognuna arroccata nella propria ortodossia contro le eterodossie delle altre orde, ciascuna agli ordini prima di qualche maestro avventuriero, poi di una rigida nomenklatura burocratica, secondo le regolarità individuate da Weber; in questo contesto poco propizio un collettivo di Mitdenker psicanalitici potrebbe configurarsi come il luogo di confluenza di analisti, analizzanti e persone di cultura interessate alla psicanalisi con un intento ben preciso e tuttora poco praticato: esercitare l’analisi dell’analisi, cioè quella che propongo di chiamare metaanalisi.

Concretamente, la metaanalisi potrebbe essere l’analisi collettiva dei paradigmi psicanalitici da condurre dopo o in parallelo all’analisi individuale. Questa metaanalisi non avrebbe nulla di didattico, non essendo finalizzata a nessuna professionalità, in particolare a nessuna psicoterapia. La metaanalisi sarebbe il luogo di confronto scientifico delle esperienze di analisi che ogni Mitdenker psicanalitico ha individualmente realizzato; possibilmente sarebbe il luogo dove si forma una teoria psicanalitica comune, comunque sempre soggetta a revisione, falsificando posizioni precedentemente acquisite.

Chi è disposto a scommetterci? AAA.Mitdenker psicanalitici cercansi.

 

 

Antonello Sciacchitano

Autore: Antonello Sciacchitano

Nato a San Pellegrino il 24 giugno 1940. Medico e psichiatra, lavora a Milano come psicanalista di formazione lacaniana; riceve domande d'analisi in via Passo di Fargorida, 6, tel. 02.5691223: E' redattore della rivista di cultura e filosofia "aut aut", fondata da Enzo Paci nel 1951.