Un buco nell’acqua e due paradossi

Proporrò un riassunto del testo La questione dell’analisi laica di Sigmund Freud e cercherò poi di mettere in evidenza due paradossi che a mio modo di vedere hanno indebolito il progetto freudiano di proteggere l’autonomia della psicanalisi e hanno quindi contribuito a far sì che questo testo diventasse “un buco nell’acqua” [1], come poi Freud stesso l’ha definito. Leggi tutto “Un buco nell’acqua e due paradossi”

Lo stato delle traduzioni di Freud

Propongo alcune riflessioni a partire dall’esperienza di traduzione della Laienanalyse di Freud (1926).

Il problema di tradurre Freud non è solo linguistico e scientifico. Ha un rilevante risvolto collettivo e politico; riguarda la collocazione della psicanalisi nel tessuto sociale, come cura, e nella cultura, come attività di ricerca. Faccio solo un esempio, ma paradigmatico.

Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli attacchi all’autonomia della psicanalisi appoggiandosi principalmente su due argomenti: la psicanalisi è una psicoterapia, quindi l’analista deve formarsi come psicoterapeuta e iscriversi all’albo; l’analista svolge un’attività di cura e quindi deve essere autorizzato dallo Stato. Vale allora la pena ascoltare la voce di Freud, che nello scritto del 1926 intitolato Die Frage der Laienanalyse ha fondato il concetto di laicità della psicanalisi. Già la traduzione ufficiale italiana fa cadere il significante laien, laico, proponendo un titolo che è tutto un programma: Il problema dell’analisi condotta da non medici. Di conseguenza, nell’indice analitico delle Opere di Sigmund Freud non si trova il termine analisi laica: fuorcluso, direbbe il lacaniano, come dire censurato.

Allora, in via preliminare si pone un problema apparentemente paradossale per lo studioso italiano: dove, in quale edizione, può leggere qui in Italia quanto ha veramente scritto Freud. Gli italiani non sanno che Freud ha parlato di “analisi laica”. Non sanno che a questo tema ha dedicato un vigoroso pamphlet. Come se ne esce? Non è una domanda peregrina, perché riguarda nientemeno che lo stato delle traduzioni di Freud, non solo in Italia. In proposito, mi sia concesso di riferire brevemente la mia singolare esperienza personale.

Con mia grande sorpresa, già molto tempo fa, dovetti registrare che nelle scuole e nelle associazioni psicanalitiche, che pure si rifanno all’insegnamento di Freud, il problema di come tradurre Freud è poco o nulla sentito. Quando vent’anni anni fa tornai sui banchi di scuola per rinfrescare la memoria della lingua tedesca, appresa da piccolo, immaginavo che sarei stato tempestato di telefonate di colleghi che mi chiedevano la traduzione di questo o quel passo di Freud, poco chiaro nelle traduzioni ufficiali, le cosiddette osf. Immaginavo di dovermi dedicare a gruppi di studio su questo o quel testo di Freud in originale. Leggi tutto “Lo stato delle traduzioni di Freud”