Introduzione del narcisismo

Presentiamo la traduzione, ad oggi inedita in Italia, di una parte[1] del verbale della riunione della Società psicanalitica di Vienna tenutasi il 10 novembre 1909. La relazione e la successiva discussione costituisce l’ingresso del termine “narcisismo” nel vocabolario psicanalitico e molto probabilmente il riconoscimento, da parte del discorso psicanalitico ufficiale, del corrispondente fenomeno psichico. In proposito, è fondamentale tenere conto del contesto in cui tale riconoscimento avviene: la presentazione da parte di Isidor Sadger di un caso di perversione polimorfa. Leggi tutto “Introduzione del narcisismo”

Controtransfert e psicanalisi

Traduzione inedita di un intervento[1] di Sigmund Freud sul controtransfert nel corso di una riunione della Società Psicanalitica Viennese. Si tratta della seduta di mercoledì 9 marzo 1910.

Il professor Freud prende spunto dal fatto che anche nella seconda edizione della Teoria sessuale[2] ha trattato molto timidamente la questione del sadismo e del masochismo. La letteratura contiene una tale confusione di punti di vista sicuramente accertabili, senza indicazioni di una soluzione finale del problema.
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Un buco nell’acqua e due paradossi

Proporrò un riassunto del testo La questione dell’analisi laica di Sigmund Freud e cercherò poi di mettere in evidenza due paradossi che a mio modo di vedere hanno indebolito il progetto freudiano di proteggere l’autonomia della psicanalisi e hanno quindi contribuito a far sì che questo testo diventasse “un buco nell’acqua” [1], come poi Freud stesso l’ha definito. Leggi tutto “Un buco nell’acqua e due paradossi”

Lettera di Freud a Federn sull’analisi laica

Propongo una nuova traduzione della lettera che Freud scrisse a fine marzo 1926 a Paul Federn, a quel tempo sostanzialmente a capo della Società Psicanalitica Viennese.

Esprime una forte reazione di fronte all’atteggiamento conservativo degli analisti viennesi che respingono l’istanza dell’analisi laica. È allo stesso tempo una chiara manifestazione della risolutezza con la quale affronterà da quel momento in poi la questione, in particolare nel testo omonimo che scriverà pochi mesi dopo e che costituirà l’inizio simbolico di una discussione che ancora oggi non ha trovato soluzione.

Nell’ultimo capoverso si addensano elementi che ritroveremo nel successivo svilupparsi della questione laica: la metafora bellica e lo strutturarsi della discussione su basi conflittuali. Ne è espressione, ancora oggi, il concetto di “difesa della psicanalisi”. In entrambi i casi la dimensione scientifica passa in secondo piano.

Freud sembra già consapevole nel 1926 che dovrà occuparsi dell’autonomia della psicanalisi “fino a che vivrà”. È stato buon profeta: dal suo esilio londinese scriverà nel febbraio 1939, con ancora più durezza, le stesse cose.

L’espressione che vuole la psicanalisi “inghiottita” dalla medicina richiama un passaggio del settimo capitolo de “La questione dell’analisi laica”:

Noi, infatti, non ci teniamo affatto che la psicanalisi venga inghiottita dalla medicina, magari archiviata definitivamente in qualche manuale di psichiatria, al capitolo terapia, insieme a trattamenti come suggestione ipnotica, autosuggestione, persuasione che, generati dalla nostra ignoranza, devono la loro effimera efficacia all’inerzia e alla vigliaccheria delle masse umane.

Ma soprattutto un passaggio del “Poscritto” (1927):

In realtà ancora oggi diffido dei medici, perché non so se il loro corteggiare la psicanalisi sia da ricondurre al primo o al secondo sottostadio della teoria della libido secondo Abraham, cioè se vogliano impossessarsi dell’oggetto per distruggerlo o per conservarlo.

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