Lettera di Freud a Federn sull’analisi laica

Propongo una nuova traduzione della lettera che Freud scrisse a fine marzo 1926 a Paul Federn, a quel tempo sostanzialmente a capo della Società Psicanalitica Viennese.

Esprime una forte reazione di fronte all’atteggiamento conservativo degli analisti viennesi che respingono l’istanza dell’analisi laica. È allo stesso tempo una chiara manifestazione della risolutezza con la quale affronterà da quel momento in poi la questione, in particolare nel testo omonimo che scriverà pochi mesi dopo e che costituirà l’inizio simbolico di una discussione che ancora oggi non ha trovato soluzione. Leggi tutto “Lettera di Freud a Federn sull’analisi laica”

Recensione di Ernest Jones a “La questione dell’analisi laica”

Ci promette delle analisi low-cost, brevi, anche su Skype. Parla da ortopedico della psicanalisi, l’ultimo presidente IPA, l’italiano Antonino Ferro. L’annuncio non è nuovo. Un suo predecessore, di cui leggiamo la recensione a Freud, si augurava una psicanalisi dove i medici prevalessero sui non medici. La profezia si è abbondantemente avverata: la psicanalisi popolar-populista, oggi anche informatizzata, è diventata a tutti gli effetti medica, rimanendo in mano ai medici. Leggi tutto “Recensione di Ernest Jones a “La questione dell’analisi laica””

Il legame sociale metaanalitico tra chi si interessa di psicanalisi

Chè quelli è tra li stolti bene a basso
Che sanza distinzion afferma e nega
Così nell’un come nell’altro passo.
Dante, Paradiso xii, 115-117

 

Néanmoins le discours psychanalytique (c’est mon frayage) est justement celui qui peut fonder un lien social nettoyé d’aucune nécessité de groupe.
J. Lacan, L’étourdit

 

Di cosa parlerò stasera? Vorrei parlare di psicopolitica o di politica della psicologia.[1]

MetaanalisiPer la verità, parlerò più di psicologia che di politica e forse non molto neanche di quella. Perché? Forse perché sono freudiano; come Freud ha lasciato in sospeso la questione della politica della psicologia, trattando solo marginalmente di psicologia della politica nel suo scritto del 1921 sulla psicologia delle masse, così anch’io toccherò solo tangenzialmente il campo della politica. Per colmare la lacuna freudiana sono costretto a rimandare il discorso politico vero e proprio e a parlare di logica. Insomma, parto ab ovo. Leggi tutto “Il legame sociale metaanalitico tra chi si interessa di psicanalisi”

Associazioni liberamente fluttuanti

Né comunità né associazione

Da uno degli ultimi libri del filosofo John Rawls (1921-2002), Liberalismo politico,1 riprendo il titolo del cap. I.7, che suona proprio così: “né comunità né associazione”. Il riferimento a questo autore mi sembra “naturale” in psicanalisi, dato il suo approccio epistemico al contratto sociale attraverso il “velo di ignoranza”. Secondo questo autore, infatti, il contratto sociale si può immaginare che non avvenga sul piano ontologico della lotta di tutti contro tutti, ma sul piano dell’ignoranza di tutti nei confronti delle potenzialità sociali di tutti. In questa posizione, che Rawls definisce “posizione originaria”, l’azione politica diventa un vero e proprio “saperci fare con l’ignoranza”.2 Insomma, siamo liberi e potenzialmente democratici, perché siamo ignoranti. Questa tesi vale in modo particolare per lo psicanalista che opera sul piano epistemico del sapere che non si sa di sapere; per questa peculiarità l’analista occupa una posizione originariamente collettiva molto simile alla “posizione originaria”, come la definiva Rawls, intendendo socialmente indifferenziata; detto in termini freudiani, gli psicanalisti sono originariamente predisposti alle “associazioni libere” o, forse detto ancora meglio, alle “associazioni liberamente fluttuanti”, che ovviamente non sono associazioni in senso giuridico.

Fatta questa breve premessa, scendo dalle considerazioni filosofiche generali di Rawls al “piccolo mondo antico” della psicanalisi e affermo che il modo di associarsi degli analisti non può essere né quello dell’associazione né quello della comunità (o della scuola). Dimostro che le ragioni sono inerenti allo statuto della psicanalisi in quanto moderna pratica scientifica.

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