Freud e la prima definizione di transfert

Propongo una nuova traduzione del brano di Freud che per la prima volta accenna al fenomeno del transfert. Si tratta della parte finale del capitolo degli Studi sull’isteria intitolato Psicoterapia dell’isteria. La spiegazione del transfert richiama in questo caso il prodursi dell’ossessione, così come Freud l’aveva descritto in Ossessioni e fobie.

Studi sull’isteria

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Psicoterapia dell’isteria

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Ho già accennato quale importante ruolo spetti alla persona del medico nel creare motivi che possano vincere la forza psichica della resistenza. In non pochi casi, specialmente nelle donne e nel caso si tratti di chiarire una sequenza di pensieri erotici, la collaborazione dei pazienti diventa un sacrificio personale che deve essere compensato con un qualche surrogato dell’amore. La fatica e la paziente cordialità del medico devono bastare come surrogato. Leggi tutto “Freud e la prima definizione di transfert”

La psicanalisi e la Weltanschauung

Una Weltanschauung (Lezione 35)
di Sigmund Freud

Signore e Signori,

nel nostro ultimo incontro ci siamo occupati delle piccole preoccupazioni della vita quotidiana, come far ordine nella nostra modesta dimora. Oggi vogliamo tentare un’impresa ardita e rischiare di rispondere a una questione che da altre parti ci viene ripetutamente posta: se la psicanalisi porti a una determinata Weltanschauung e a quale.

Weltanschauung è – temo – un termine specifico tedesco; tradurlo in altre lingue può causare difficoltà. Comunque io tenti di definirlo, di sicuro vi sembrerà goffo. Penso che la Weltanschauung sia una costruzione intellettuale che risolve tutti i problemi della nostra esistenza in modo unitario, partendo da un presupposto generale, al cui interno nessun problema resta aperto e tutto ciò che ci interessa si trova al suo posto. È assai comprensibile che possedere tale Weltanschauung rientri nelle aspirazioni ideali dell’uomo. Crederci fa sentire più sicuri nella vita, sapendo a cosa si deve aspirare e sapendo come sistemare i propri affetti e interessi in modo opportuno. Leggi tutto “La psicanalisi e la Weltanschauung”

Transfert come ostacolo negli appunti di Freud

Propongo una traduzione inedita di alcuni appunti di Sigmund Freud sul tema del transfert. Queste brevi annotazioni fanno parte di una serie di documenti che Freud voleva distruggere e che solo la benevola influenza di Marie Bonaparte prima e il lavoro filologico di Ilse Grubrich-Simitis poi ci permettono di conoscere.

Transfert e ostacolo

Dimentico ancora con troppa leggerezza che tutto quello che non è chiaro è transfert. Va preso con più rigore.

1) In primo luogo il transfert non va attaccato fino a quando non fa ostacolo;

2) diventa ostacolo prima dei casi spontanei perché attira l’attenzione;

3) per la tendenza a costruire resistenze che partono dal lavoro [analitico] e che per di più sono perfettamente adeguate;

4) per la sua intensità, oppure appena raggiunge una grande intensità;

5) per i suoi lati negativi, che possono essere più o meno ben formati. Leggi tutto “Transfert come ostacolo negli appunti di Freud”

Il lavoro analitico come dispositivo epistemico

Fondation Européenne pour la Psychanalyse – Decimo Congresso

La formazione dello psicanalista oggi

Roma, 16 – 18 maggio 2014

 

La causa decisiva dello smarrimento del pensiero psicanalitico
sembra risiedere nell’oblio dei concetti freudiani fondamentali.

Manfred Pohlen

Credo che ancora oggi un discorso sulla formazione analitica non possa prescindere dalla definizione che nel 1922 Freud ha dato di psicanalisi per la corrispondente voce dell’Enciclopedia Britannica e che richiama in diversi suoi scritti.

La triplice definizione recita: “1) un procedimento per l’indagine dei processi psichici cui altrimenti sarebbe pressoché impossibile accedere; 2) un metodo terapeutico (basato su tale indagine) per il trattamento dei disturbi nevrotici; 3) una serie di conoscenze psicologiche acquisite per questa via che gradualmente si assommano e convergono in una nuova disciplina scientifica”. Leggi tutto “Il lavoro analitico come dispositivo epistemico”