Freud sull’origine delle perversioni sessuali

Sigmund Freud – “Un bambino viene battuto” (1919)

Contributo alla conoscenza dell’origine delle perversioni sessuali

I

Le persone che hanno cercato il trattamento analitico a causa di un’isteria o di una nevrosi coatta confessano con sorprendente frequenza la rappresentazione di fantasia un bambino viene battuto. È molto probabile che ricorra ancora più spesso in altre persone, non costrette a prendere tale decisione a causa di una malattia manifesta.

Alla fantasia si collegano sentimenti piacevoli, grazie ai quali si ripete innumerevoli volte, o ancora si riproduce. Al colmo della situazione immaginata si impone quasi regolarmente una soddisfazione onanistica, quindi a livello dei genitali; all’inizio secondo la volontà della persona, ma in seguito con un carattere coatto contro il suo disgusto.

Si confessa la fantasia solo esitando; il ricordo dell’esordio è incerto; al trattamento analitico dell’argomento si oppone un’indubbia resistenza; vergogna e senso di colpa sono in questo caso forse più forti rispetto ad analoghe comunicazioni sugli inizi, ricordati, della vita sessuale.

Alla fine si riesce a stabilire che le prime fantasie del genere furono coltivate molto precocemente, già verso il quinto o sesto anno di età. Se a scuola il bambino vide il maestro battere altri bambini, l’esperienza richiamava le fantasie, se erano sopite, e le rafforzava, se erano ancora presenti, modificandone notevolmente il contenuto. Leggi tutto “Freud sull’origine delle perversioni sessuali”

Freud incontra la Sfinge. Intervista del 1926

Propongo la prima traduzione italiana dell’intervista che George Sylvester Viereck fece a Sigmund Freud nell’estate del 1926. Gli elementi di interesse di questa conversazione sono molteplici. Essa ci offre innanzitutto uno sguardo sull’umanità di Freud, sul suo intimo rapporto con la vita e con la morte, proposto con grande leggerezza e caratterizzato da svariate incursioni nel campo della letteratura e della filosofia. In uno di questi passaggi Freud riconosce, finalmente senza ambivalenza, il proprio debito verso Friedrich Nietzsche. Vale poi la pena segnalare alcuni rari snodi teorici: l’allineamento dell’ambivalenza amore-odio con quella di autosopravvivenza-autoannientamento; la dialettica analisi-sintesi; la questione dell’analisi laica enunciata con acutezza impareggiabile: “i medici vogliono rendere illegale l’analisi se non condotta da medici autorizzati. La storia, il vecchio plagiatore, si ripete dopo ogni scoperta. All’inizio i medici combattono ogni nuova verità. Successivamente cercano di monopolizzarla”.

Sigmund Freud affronta la sfinge

George Sylvester Viereck – S. Freud: un’intervista con Freud nel 1926

Sigmund Freud ha interpretato un ruolo importante nella vita intellettuale del mondo così a lungo che, come George Bernard Shaw, ha quasi smesso di essere una persona. È una forza culturale alla quale possiamo assegnare un posto storico ben definito nell’evoluzione della civiltà.

Da una parte venivo paragonato a Colombo, Darwin, Keplero; dall’altra insultato e definito un paralitico”1 osserva Freud stesso in un testo sulla storia della psicanalisi. Ci sono quelli che, anche oggi, lo guardano come se fosse un avventuriero della scienza. Il futuro lo saluterà come il Colombo dell’inconscio. Leggi tutto “Freud incontra la Sfinge. Intervista del 1926”

Controtransfert tra freddezza e ricettività

Traduzione di un frammento[1] della lettera che Sigmund Freud scrisse a Carl Gustav Jung il 31 dicembre 1911. La precedente traduzione di Mazzino Montinari mancava di tradurre con precisione ‘sich einsetzen’, che rimanda all’esposizione, e in una certa misura anche al coinvolgimento, nascondendo poi ‘Person’, concetto fondamentale in Freud nell’articolare la dinamica del transfert.
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