Se lo dice Kant…

…forse si può dirlo meglio.

Il singolo si dimostra sempre irrilevante,
ma la possibilità di ogni singolo ci dischiude
una prospettiva sull’essenza del mondo.
Ludwig Wittgenstein
Tractatus Logico-philosophicus, 3.3421

Affermando che la Critica della ragion pratica sia un trattato sul desiderio, non credo di trasgredire i canoni della storia della filosofia, che per l’idealismo formano l’essenza della filosofia stessa. Il punto, che può sfuggire, ma forse non del tutto, è che, alla vigilia della rivoluzione francese, la performance kantiana prenda spunto da due nozioni comuni apparentemente contrastanti, ma presupposte in modo assiomaticamente originario. La mia ipotesi di lavoro è che il desiderio nasca da un’apparente contraddizione kantiana. Mi spiego.

Il principio di tutta l’elucubrazione etica kantiana è la nozione di volontà libera, intesa come espressione autonoma di una causalità efficiente soggettiva che precede ogni determinazione empirica; essendo trascendentale determina l’empirico senza esserne determinata. “La libertà è anche l’unica fra tutte le idee della ragione speculativa di cui noi conosciamo a priori la possibilità senza tuttavia riconoscerla (einzusehen), perché essa è la condizione della legge morale che noi conosciamo”. Leggi tutto “Se lo dice Kant…”