Freud e l’introduzione del concetto di “Bahnung”

Dietro suggerimento di Mario Bottone e con la fattiva collaborazione di Davide Radice, cui devo buona parte dell’indagine bibliografica, propongo di seguito alcune riflessioni sul termine “Bahnung(-en)”, che Freud impiega soprattutto in Progetto di una psicologia.[1]

Esso viene generalmente tradotto con “facilitazione”. Va però detto che già i curatori delle Opere di Sigmund Freud per i tipi di Boringhieri paiono perplessi di fronte a questa scelta. Commentano infatti: “Bahnung, termine che era già in uso in tedesco (e che si potrebbe rendere con ‘avviamento’) prima che la traduzione inglese: facilitation, dovuta probabilmente a Charles Scott Sherrington qualche anno dopo il Progetto, determinasse la terminologia oggi corrente”.[2] I curatori sembrano esplicitare l’impossibilità, dato il precedente, di proporre traduzioni alternative.

Anche lo spagnolo si accoda, come l’italiano, all’inglese rendendo con “facilitaciòn”. Diversa la scelta francese che traduce con “frayage”, da “frayer”, “aprire”, con ciò recuperando in buona parte il senso del verbo tedesco “bahnen” (spianare, aprire un varco, una via), da cui appunto “Bahnung”.[3] Anche “avviamento” avrebbe consentito di conservare un rimando alla “via” e all’instradare. Per contro “facilitazione”, se da un lato perde del tutto il collegamento con il fondamento concreto del termine originale, dall’altro acquista una poco soddisfacente venatura di finalismo.

Vorrei dunque approfondire un poco l’indagine nel tentativo di far emergere qualche proposta traduttiva alternativa. Si tratta di un termine afferente all’ambito neurologico, come ad esempio Widerstand. Tuttavia quest’ultimo rimanda alla concreta resistenza opposta dal muscolo contratto al movimento passivo durante l’esame neurologico, un fenomeno dunque in qualche modo percepibile. Bahnung pertiene invece all’ambito più propriamente teorico, dando nome a un’ipotesi con la quale si intende dar conto di alcuni fenomeni neurologici relativi alla trasmissione degli impulsi nervosi.

Nel 1892 Freud recensisce un articolo di Maximilian Sternberg apparso nel 1891[4] in cui viene descritto il fenomeno della “Bahnung” nei riflessi tendinei. Sternberg introduce il concetto di “Bahnung” e si richiama[5] sia a un lavoro del 1876 di Wilhelm Wundt sia a uno di Sigmund Exner del 1882. Mentre tuttavia in Wundt[6] non vi è traccia del termine in questione, Exner lo usa esplicitamente.[7]

Non ho trovato riferimenti precedenti di un uso neurologico di “Bahnung” che parrebbe dunque, potersi far risalire proprio ad Exner. In ogni caso, quando Freud e, poco prima di lui, Josef Breuer in Studi sull’isteria, riprendono il termine “Bahnung”,[8] si riferiscono espressamente a un volume di Exner, pubblicato nel 1894, Entwurf zu einer physiologischen Erklärung der psychischen Erscheinungen[9] [Progetto per una spiegazione fisiologica dei fenomeni psichici]. E proprio in virtù dell’importanza e delle affinità di questo denso testo con il più noto Progetto freudiano, se ne vuole qui sotto offrire un breve stralcio in traduzione, più precisamente del brano in cui vengono introdotti termine e concetto di “Bahnung”.

Non ci si lasci ingannare dal titolo del testo di Exner, che suona molto simile a quello del Progetto per una psicologia di Freud (Entwurf einer Psychologie): in questo secondo caso infatti non si tratta di un titolo scelto dall’autore, che, come noto, non pubblica i suoi fogli, ma dai curatori della prima edizione del carteggio Freud-Fliess: Marie Bonaparte, Anna Freud, Ernst Kris. Resta comunque innegabile che il volume di Exner, che in sostanza cerca di dare risposta agli stessi quesiti del Progetto freudiano, ne sia stato tra le fonti di ispirazione. Exner del resto è assistente di Ernst Wilhelm von Brücke e Freud lo frequenta e ammira durante i sei anni trascorsi presso l’Istituto di fisiologia, tra il 1876 e il 1882, dove per inciso nel 1880 conosce Breuer.[10]

Ciò che distingue precipuamente l’uso di “Bahnung” negli articoli di Sternberg del 1891 e di Exner del 1882 da quello che ne viene fatto da quest’ultimo nel 1894 e, a maggior ragione, da Freud e Breuer l’anno successivo è la sua applicazione all’ambito umano. Si esce dunque dal ristretto ambito della sperimentazione animale, nel tentativo di dar conto non più di fenomeni puramente motori e sensoriali, ma di quelli psichici, partendo dal presupposto che l’organo della psiche o, quantomeno, della coscienza, sia la corteccia cerebrale (cosa che, si vedrà, Exner afferma chiaramente), ciò che autorizza il discorso neurologico a cimentarsi in una spiegazione dello psichico.

Venendo ora alla traduzione del termine, se si vuole tentare di offrire un’alternativa a “facilitazione”, si può considerare come nel complesso il termine abbia a che fare con il rendere pervio un canale altrimenti bloccato o difficilmente transitabile (inibito). Non a caso Exner fin dal 1882 mette chiaramente in luce l’antitesi tra “Hemmung”, inibizione, e “Bahnung”.[11] Tuttavia “perviazione” sarebbe termine eccessivamente artificioso, né lo sarebbero meno “viabilizzazione” o “spianamento”.

Proprio qui ci soccorre il preciso impiego del termine da parte di Freud nel Progetto, in cui, oltre a numerose occorrenze delle voci del verbo “bahnen”, il termine “Bahnung” ricorre non meno di 90 volte.[12] Il fenomeno della “Bahnung” ha per Freud a che fare con le barriere di contatto (le attuali sinapsi) e con la loro permeabilizzazione al passaggio dell’impulso elettrico nervoso: non a caso le prime occorrenze del termine si hanno nel paragrafo a esse dedicato.[13] Per questi motivi ho pensato di tradurre con “schiusura”, cercando di cogliere un processo[14] di apertura di qualcosa che si presenta chiuso, che fa appunto da barriera. Anche il fatto che Freud parli di “ampiezza della via”,[15] sprona a cercare di conservare nella traduzione il senso di un’aprirsi variabile al passaggio dell’impulso nervoso.

Analizzare in dettaglio le occorrenze del termine Bahnung nel Progetto sarebbe compito troppo esteso. Tuttavia, a segnalare la centralità[16] del concetto basti il fatto che esso viene ad applicarsi tra l’altro all’Io,[17] in un gioco di inibizioni e schiusure, facilitazioni, che riprende l’antitesi “Hemmung”/“Bahnung” già presente in Exner.

A chiusura di questa rapida carrellata sull’impiego del termine Bahnung, mi pare valga la pena di recuperare brevemente il suo riemergere anche nei successivi scritti di Freud. Si tratta di un raro comparire; in particolare se ne trovano tracce ne L’interpretazione dei sogni (1899) e in lavoro decisamente più tardo quale Al di là del principio di piacere (1920).

Quanto alla traduzione italiana, nel primo di questi due scritti il termine compare tre volte, ma solo in un caso, viene tradotto con “facilitazioni”,[18] in conformità con le scelte che avevano informato il Progetto. Negli altri due esso viene reso con “via” e “vie”, in entrambe le occorrenze con rimandi all’ambito dell’apertura e dell’aprire.[19] In tal modo, va detto, il volume perde in merito a ciò di compattezza e uniformità.

Nell’unica occorrenza del termine in Al di là del principio del piacere, infine, viene mantenuto “facilitazione”.[20] Anche qui, nonostante siano trascorsi 25 anni dai tempi del Progetto, “Bahnung” viene impiegato in un contesto decisamente sovrapponibile a quello neurologico del primo scritto, trattandosi nuovamente di dar conto del passaggio di un eccitamento da un elemento all’altro del sistema nervoso.

Ora, con la speranza che queste riflessioni possano fungere da… “Bahnung” per un costruttivo discutere, lascio la parola a Exner, per il cui testo, in una sorta di après-coup passante per Freud, tradurrò “Bahnung” con “schiusura”.[21]

Siegmund Ritter Exner von Ewarten
Siegmund Ritter Exner von Ewarten

3. L’inibizione e la schiusura centrali

Eccitazioni [22] che coinvolgano una quantità di sostanza grigia, possono dare origine nella stessa a nuove fonti di eccitazione. Di questo si era già discusso a proposito della possibilità di processi di innesco alla base di certi riflessi; più oltre se ne dovrà ancora trattare più dettagliatamente. […]

α) Inibizione di impulsi motori

Anche al di fuori della sostanza grigia centrale vi sono meccanismi inibitori, il più noto dei quali si trova nel cuore. La contrazione ritmica del cuore cessa se giunge a esso un’eccitazione da parte del nervo vago. Si parla del nervo vago come del nervo inibitorio del cuore.

Che anche nella sostanza grigia dell’encefalo e del midollo spinale abbiano luogo processi inibitori è risaputo per esperienza quotidiana: possiamo volontariamente ritardare o impedire del tutto l’innesco dei riflessi.

Chi mai si sia sottoposto a un’intervento senza cloroformio, ad esempio un’operazione agli occhi, sa quale intenso sforzo di volontà abbia dovuto fare, conformemente al comando del medico, per mantenersi calmo, ossia per inibire il riflesso di ammiccamento ed altri [riflessi].

[…]

β) Inibizione di impulsi sensoriali

Anche gli impulsi sensoriali possono essere inibiti nel loro corso verso l’organo della coscienza attraverso [altri] impulsi sensoriali che seguono altre vie.

Ci sono fondati motivi per guardare alla corteccia cerebrale come all’organo della coscienza dell’uomo e degli animali superiori. Non posso qui addentrarmi maggiormente in essi.

[…]

γ) La schiusura

Così come un’eccitazione nel sistema nervoso centrale può indebolirne o inibirne completamente un’altra, le eccitazioni possono anche avere un effetto favorevole sul corso di altre, schiudendo, per così dire, la strada. Per questo ho chiamato tale fenomeno “schiusura”. Dopo aver concluso da una serie di fatti fisiologici, alcuni esempi dei quali emergono durante la misurazione dei tempi di reazione, che debba esistere una schiusura, mi è riuscito di comprovarla sperimentalmente anche con gli animali.

Se si danno scariche elettriche alla zampa di un coniglio, questa esegue gli abituali spasmi riflessi. Tali spasmi sono dovuti a un processo trasformativo centrale che ha luogo nel midollo spinale, come si desume dal fatto che essi si presentano parimenti se si separa l’encefalo dal midollo spinale. Se si attenuano progressivamente le scariche, si arriva a un limite al quale le scariche non provocano più alcuno spasmo. D’altra parte, si possono provocare analoghi spasmi della zampa applicando scariche elettriche in un preciso punto della corteccia cerebrale. Anche queste possono essere attenuate al punto da non produrre più alcun effetto sulla zampa. Ma se si fanno agire in rapida sequenza lo stimolo corticale attenuato e quello attenuato alla zampa, quest’ultimo produce una contrazione. Il primo ha dunque modificato (caricato) l’organo centrale[23] nel midollo spinale nel senso che l’eccitazione della zampa, prima inefficace si inoltra ora nelle vie nervose motorie, percorrendole con un’intensità efficace.[24] La schiusura determinata da un siffatto stimolo di brevissima durata non perdura a lungo, eppure lo si riesce a dimostrare ancora dopo 0,6 secondi. Esso diminuisce progressivamente in rilevabilità dal momento del primo stimolo e di norma dovrebbe essere scomparso del tutto dopo un secondo. Tanto più rapidamente dunque si susseguono i due stimoli, quanto più intenso e il conseguente spasmo.

Sigmund Exner - Effect der Bahnung
Effetto della schiusura. La stimolazione della zampa provoca uno spasmo se preceduta di una frazione di secondo da una stimolazione corticale, mentre non ne provoca alcuno se questa viene applicata pochi secondi prima.

Naturalmente la schiusura si può dimostrare anche senza portare i due stimoli agenti sotto la loro soglia [di efficacia]. Se entrambi sono efficaci già presi singolarmente, allora l’effetto della schiusura si mostra nell’incremento della contrazione. L’esempio addotto sarebbe in qualche modo analogo al caso in cui una condizione di irritazione della corteccia cerebrale, dunque l’attenzione cosciente a quanto avviene alla zampa, favorisce i processi del midollo spinale coinvolti in questi accadimenti (lo spasmo riflesso a una puntura è più intenso se stiamo a guardare con timorosa attenzione che ci pungano); lo spianamento si può però anche comprovare inversamente, per il caso opposto, in cui prima vi sia la stimolazione della zampa e segua poi quella della corteccia. La stimolazione della zampa ha quindi caricato i centri del midollo spinale cosicché la stimolazione corticale ora li attraversa agilmente.

Note

[1] S. Freud, Entwurf einer Psychologie (1950, postumo), trad. it. Progetto di una psicologia, in Opere di Sigmund Freud, 12 voll., vol. II, Boringhieri, Torino 1968, pp. 193-284.

[2] S. Freud, J. Breuer, Studien über Hysterie (1895), trad. it. Studi sull’isteria, in Opere di Sigmund Freud, vol. I, Boringhieri, Torino 1967, p. 206, n. 1.

[3] J. Laplanche, J.B. Pontalis, Vocabulaire de la psychanalyse (1967), trad. it. Enciclopedia della psicoanalisi, Laterza, Bari 1973, p. 157.

[4] M. Sternberg, Hemmung, Ermüdung und Bahnung der Sehnenreflexe im Rückenmark, in Sitzungberichte der Keiserlichen Akademie der Wissenschaften in Wien, 1891, n. 100(3), pp. 251-91. La recensione di Freud, con il titolo “Sternberg. Hemmung, Ermüdung und Bahnung der Sehnenreflexe im Rückenmark.” si trova in S. Freud, Sigmund Freud Gesammt-Ausgabe, 23 voll., vol. IV, Psychosozial-Verlag, Gieβen 2015, pp. 21-22.

[5] M. Sternberg, Hemmung, Ermüdung und Bahnung der Sehnenreflexe im Rückenmark, op. cit., p. 254, nn. 1 e 2.

[6] W. Wundt, Untersuchungen zur Mechanik der Nerven und Nervencentren, , 2 voll., vol. II, Ferdinand Enke, Stoccarda 1876, p. 67.

[7] S. Exner, Zur Kenntniss von der Wechselwirkung der Erregungen im Centralnervensystem, in Pflüger Archive, 1882 n. 28(1), pp. 487-506, in particolare alla pagina 487.

[8] S. Freud, J. Breuer, Studien über Hysterie (1895), trad. it. Studi sull’isteria, op. cit., p. 349, 350, 354, 359, 384.

[9] Si veda la n. 1 a p. 259 del Progetto di una psicologia che peraltro si riallaccia altrettanto espressamente ai già segnalati rimandi di Breuer allo stesso scritto di Exner.

[10] Ivi, p. 277.

[11] “Intendo chiamare questo fenomeno «Bahnung» in contrasto con «Hemmung»” (Cfr. S. Exner, Zur Kenntniss von der Wechselwirkung der Erregungen im Centralnervensystem, op. cit., p. 487). Si veda anche il brano di Exner qui proposto in traduzione.

[12] Le occorrenze dell’italiano “facilitazione” delle Opere di Sigmund Freud sono state sistematicamente raffrontate con il testo tedesco originale, sia per quanto riguarda il Progetto sia in merito alle altre opere di Freud al proposito in seguito citate.

[13] S. Freud, Progetto di una psicologia, op. cit., pp. 204 e sgg.

[14] Non mancano peraltro letture di taglio diverso, che più che un processo individuano nella “Bahnung” una sorta di elemento più concreto. In tal senso Sciacchitano e Radice, che rendono “Bahnungen” con “vie di scorrimento” (S. Freud, Die Frage der Laienanalyse (1926), trad. it. La questione dell’analisi laica, Mimesis, Udine 2012, p. 39, n. 16) e Aubane Rossier, il traduttore francese del testo di Bleuler La suggestibilité négative, che rende con “voie” e “voie facilitatrice” (via, via facilitatrice).

[15] Nell’originale: Wegbreite. Cfr. S. Freud, Progetto di una psicologia, op. cit., p. 273.

[16] Centralità altrimenti colta anche da Roudinesco e Plon, che individuano nello sviluppo di tale concetto da parte di Freud un precusore di quello assai più tardo di coazione a ripetere (Cfr. É. Roudinesco, M. Plon, Wörterbuch der Psychoanalyse, Springer, Vienna 1997, p. 1136).

[17] Si vedano in particolare Progetto di una psicologia, in cui si fa espresso riferimento alle “facilitazioni dell’Io” (cfr. S. Freud, Progetto di una psicologia, op. cit., p. 258) e alla riflessione sull’Io (ivi, pp. 267 e sgg.).

[18] S.Freud, Die Traumdeutung (1900), trad. it. L’interpretazione dei sogni, in Opere di Sigmund Freud, vol. III, Boringhieri, Torino 1966, p. 258.

[19] Ivi, p. 439, 492.

[20] S. Freud, Jenseits des Lustsprinzip (1920), trad. it. Al di là del principio del piacere, in Opere di Sigmund Freud, vol. IX, Boringhieri, Torino 1977, p. 213.

[21] S. Exner, Entwurf zu einer physiologischen Erklärung der psychischen Erscheinungen, Franz Deuticke, Lipsia-Vienna 1894, pp. 69-70, 71, 76-77.

[22] O “eccitamenti”. Ho preferito conservare una traduzione più letterale. Nelle numerose ricorrenze dello stesso termine (“Erregung”, “Erregungen”) negli scritti di Freud, i curatori dell’edizione italiana impiegano alternativamente “eccitamento” ed “eccitazione” forse con una predilezione per il primo dei due.

[23] “Centralorgan” nell’originale. Si tratta di un termine di uso comune nella neurologia e, più in generale, nella medicina dell’epoca. Così ad esempio il cuore è considerato il “Centralorgan” dell’apparato cardio-circolatorio (J. Hyrtl, Lehrbuch der Anatomie des Menschen, Wilhelm Braumüller, Vienna 1857, p. 713; J. Henle, Handbuch der Gefässlehre des Menschen, Friedrich Wieweg, Braunschweig 1868); il prestigioso manuale di neuroanatomia scritto da Heinrich Obersteiner e pubblicato nel 1887 già nel titolo si riferisce espressamente ai “Centralorgane”: “Anleitung beim Studium des Baues der nervösen Centralorgane im gesunden und kranken Zustande” (corsivo mio). In particolare, per il sistema nervoso il termine sembra costruito per raffronto con gli “Endorgane”, ossia gli organi periferici, motori o sensoriali, verso i quali è diretto o dai quali afferisce l’impulso nervoso. Esso viene a indicare raggruppamenti neuronali anatomicamente differenziabili e fisiologicamente significativi. Si hanno dunque “Centralorgane” nell’encefalo così come nel midollo spinale. A livello di quest’ultimo sarebbero da considerare organi centrali anche i “semplici” raggruppamenti cellulari che mediano i riflessi, come nel caso qui discusso da Exner. Altro esempio di “Centralorgan” sito a livello di midollo spinale centro genitospinale del sistema nervoso vegetativo (ivi, p. 81).

[24] Si intenda dunque: lo stimolo afferente sensoriale provocato dalla scarica elettrica, una volta giunto al ganglio spinale, può proceder oltre e raggiungere la via efferente motoria, con ciò provocando lo spasmo riflesso.

Bibliografia

S. Exner, Zur Kenntniss von der Wechselwirkung der Erregungen im Centralnervensystem, in Pflüger Archive, 1882, n. 28(1), pp. 487-506.

S. Exner, Entwurf zu einer physiologischen Erklärung der psychischen Erscheinungen, Franz Deuticke, Lipsia-Vienna 1894.

S. Freud, Recensione a “Sternberg – Hemmung, Ermüdung und Bahnung der Sehnenreflexe im Rückenmark” (1892), in S. Freud, Sigmund Freud Gesammt-Ausgabe, 23 voll., vol. IV, Psychosozial-Verlag, Gieβen 2015, pp. 21-22.

S. Freud, J. Breuer, Studien über Hysterie (1895), trad. it. Studi sull’isteria, in Opere di Sigmund Freud, 12 voll., vol. I, Boringhieri, Torino 1967, pp. 75-312.

S. Freud, Die Traumdeutung (1900), trad. it. L’interpretazione dei sogni, in Opere di Sigmund Freud, vol. III, Boringhieri, Torino 1966.

S. Freud, Jenseits des Lustsprinzip (1920), trad. it. Al di là del principio del piacere, in Opere di Sigmund Freud, vol. IX, Boringhieri, Torino 1977, pp. 469-520.

S. Freud, Die Frage der Laienanalyse (1926), trad. it. La questione dell’analisi laica, Mimesis, Udine 2012.

S. Freud, Entwurf einer Psychologie (1950, postumo), trad. it. Progetto di una psicologia, in Opere di Sigmund Freud, vol. II, Boringhieri, Torino 1968, pp. 193-284.

J. Henle, Handbuch der Gefässlehre des Menschen, Friedrich Wieweg, Braunschweig 1868.

J. Hyrtl, Lehrbuch der Anatomie des Menschen, Wilhelm Braumüller, Vienna 1857, p. 713;

J. Laplanche, J.B. Pontalis, Vocabulaire de la psychanalyse (1967), trad. it. Enciclopedia della psicoanalisi, Laterza, Bari 1973.

É. Roudinesco, M. Plon, Wörterbuch der Psychoanalyse, Springer, Vienna 1997.

M. Sternberg, Hemmung, Ermüdung und Bahnung der Sehnenreflexe im Rückenmark, in Sitzungberichte der Keiserlichen Akademie der Wissenschaften in Wien, 1891, n. 100(3), pp. 251-91.

W. Wundt, Untersuchungen zur Mechanik der Nerven und Nervencentren, 2 voll., Ferdinand Enke, Stoccarda 1876.

 

Di seguito il testo originale:

[69] 3. Die centrale Hemmung und Bahnung.

Erregungen, welche eine Masse der grauen Substanz treffen, können in derselben neue Erregungsquellen hervorrufen. Es war von diesen schon bei Gelegenheit der Auslösungsvorgänge die Rede, welche gewissen Reflexen zu Grunde liegen, es wird später noch ausführlicher davon gehandelt werden müssen. […]

α) Hemmung motorischer Impulse.

Auch ausserhalb der centralen grauen Masse gibt es Hemmungsmechanismen, deren bekanntester im Herzen liegt. Die rhythmische Zusammenziehung des Herzens hört auf, wenn demselben eine Erregung des Nervus vagus zufliesst. Man spricht von dem Nervus vagus als dem Hemmungsnerven des Herzens.

Dass auch im centralen Grau des Gehirns und Rückenmarkes Hemmungsvorgänge stattfinden, ist aus der täglichen Erfahrung bekannt: wir können die Auslösung von Reflexen willkürlich verzögern oder ganz verhindern.

Wer jemals an sich ohne Chloroform eine Operation ausführen Hess, z. B. eine Operation des Auges, der weiss, welche intensive [70] Willensanstrengung er machen musste, um, dem Gebote des Arztes entsprechend, ruhig zu halten, d. h. die Reflexe des Blinzeins und andere zu hemmen.

[…]

[71] ß) Hemmung sensorischer Impulse.

Auch sensorische Impulse können in ihrem Verlaufe nach dem Organe des Bewusstseins durch sensorische Impulse, die anderen Bahnen angehören, gehemmt werden.

Es liegen gewichtige Gründe vor, als Organ des Bewusstseins des Menschen und der höheren Thiere die Hirnrinde anzusehen. Ich kann hier auf dieselben nicht näher eingehen.

[…]

[76] γ) Die Bahnung.

So wie eine Erregung im Centralnervensysteme den Ablauf einer anderen Erregung schwächen oder gänzlich hemmen kann, können auch Erregungen fördernd auf den Ablauf anderer wirken, indem sie gleichsam die Bahn frei machen. Ich habe deshalb diese Erscheinung „Bahnung” genannt. Nachdem ich aus einer Reihe physiologischer Thatsachen, von denen einige z. B. bei der Bestimmung der Reactionszeit zu Tage treten, geschlossen hatte, es müsse eine Bahnung bestehen, ist es mir gelungen, dieselbe auch durch den

Thierversuch experimentell nachzuweisen.

Lässt man elektrische Schläge durch die Pfote eines Kaninchens gehen, so macht dieselbe die gewöhnlichen Reflexzuckungen. Diese Zuckungen beruhen auf einem im Rückenmarke erfolgenden centralen Umsatz, wie daraus zu ersehen ist, dass sie noch ebenso ablaufen, wenn man das Gehirn vom Rückenmarke abtrennt. Schwächt man die Schläge allmählich ab, so kommt man zu einer Grenze, bei welcher die Schläge eben keine Zuckung mehr hervorrufen. Andererseits kann man ähnliche Pfotenzuckungen hervorrufen, wenn man elektrische Schläge durch eine bestimmte Stelle der Grosshirnrinde leitet. Man kann auch diese so weit abschwächen, dass sie eben keine Wirkung an der Pfote mehr erzeugen. Lässt man aber an einem Kaninchen rasch aufeinanderfolgend den schwachen Rindenreiz und den schwachen Pfotenreiz [77] einwirken, so erzeugt letzterer eine Contraction. Der erstere hat also das Centralorgan im Rückenmarke in dem Sinne verändert (geladen), dass der früher unwirksame Pfotenreiz nun den Weg in die motorischen Nervenbahnen einschlägt und in wirksamer Intensität durchläuft. Die ßahnung, welche ein derartiger, sehr kurz dauernder Reiz bewirkt, währt nicht lange, doch gelingt es leicht dieselbe noch nach 0,6 Secunden nachzuweisen. Sie nimmt an Deutlichkeit vom Momente des ersten Reizes an allmählich ab und dürfte in der Regel nach einer Secunde eben verschwunden sein. Je rascher also die zwei Reize aufeinanderfolgen, desto stärker ist die erfolgende Zuckung.

Man kann die Bahnung natürlich auch nachweisen, ohne die beiden wirkenden Reize unter ihre Schwelle zu bringen. Sind sie beide schon einzeln wirksam, so zeigt sich der Effect der Bahnung in der Verstärkung der Zuckung. Das angeführte Beispiel würde etwa dem Falle analog sein, dass ein Reizzustand der Gehirnrinde, also die bewusste Aufmerksamkeit auf die Vorgänge an der Pfote, den Ablauf der dieser zugehörigen Rückenmarksprocesse begünstigt (die Reflexzuckuug bei einem Nadelstich ist stärker, wenn wir mit ängstlicher Aufmerksamkeit dem Stechen zusehen) ; die Bahnung lässt sich aber auch umgekehrt für den Fall nachweisen, dass erst der Pfotenreiz und dann die Rindenreizung erfolgt. Der Pfotenreiz hat dann die Rückenmarkscentren geladen, so dass der Rindenreiz nun leicht durch dieselben hindurchtritt.