Ferenczi e la tiroide: il destino in una lettera senza destinatario

Rovistando nei Freud’s Archives della Library of Congress ho trovato una lettera di Ferenczi risalente al 1903. Riporto qui di seguito l’olografo, la trascrizione e la traduzione, per poi concludere con alcune brevi e frammentarie considerazioni.

Ritratto di Sándor Ferenczi (1923)
Ritratto di Sándor Ferenczi (1923)

Olografo

Trascrizione1

FERENCZI Sándor
Idegorvos
BUDAPEST, VI., ANDRÁSSY-ÚT 25, den 23.IV.1903.
DRECHSLER-PALOTA

 

Sehr geehrter Herr Kollege!Ich erlaube mir Sie zu ersuchen, mireinen Separat-Abdruck Ihrer in Ziegler’s

Beiträgen erschienenen Arbeit über

die Histologie der Schilddrüse ein-

senden wollen. Ich be[fass]e2 mich

derzeit mit der Histo-pathologie dieses

Organes und finde ausserordentlich

In der Hoffnung, dass H[err]

Kollege meiner Bitte entsprechen werden3

zei[c]hne4 ich

hochachtungsvoll

Dr S. Ferenczi

Nervenarzt in Budapest

 

Traduzione

FERENCZI Sándor
Neurologo
BUDAPEST, VI. distretto, VIALE ANDRÁSSY, 25, lì 23.IV.1903.
PALAZZO DRECHSLER

 

Egregio collega!
Mi permetto di domandarVi di volermi inviare una copia del Vostro lavoro sull’istologia della tiroide apparso negli Ziegler’s Beiträge.5 Al momento mi sto occupando dell’istopatologia di questo organo e trovo chiarimenti straordinariamente istruttivi nel Vostro lavoro. Nella speranza che il collega accoglierà la mia richiesta,
mi firmodistinti saluti

Dr. S. Ferenczi

Neurologo di Budapest

Qualche considerazione

Questa breve missiva, dal contenuto in sé poco interessante, solleva diverse questioni per me di difficile risoluzione.

Viene da chiedersi anzitutto come sia finita tra le carte di Freud, che evidentemente non ne è il destinatario. Lo si evince dal fatto che Ferenczi si rivolge a un certo „Herr Kollege“ e non a un „Herr Professor“, titolo più che abituale nella corrispondenza a noi nota tra i due. Va poi considerato che, a quanto ne sappiamo, Ferenczi conoscerà Freud solo nel 1907:6 si potrebbe infatti supporre che già nel 1903 abbia sentito parlare del medico viennese, cui dunque invia la lettera per richiedere un saggio. Il punto determinante è che non conosciamo alcun lavoro scritto da Freud sulla tiroide.

Le mie indagini in proposito non hanno portato ad alcun risultato: la Library of Congress, infatti, possiede solo la scansione della lettera e non sa dove possa essere (e se possa esserci ancora) il cartaceo. Accedervi sarebbe dirimente, perché l’indicazione del destinatario sulla busta consentirebbe di rispondere all’interrogativo.

In seconda battuta ho contattato la Ferenczi-House di Budapest: purtroppo nemmeno presso questa istituzione vi è alcuna traccia della lettera originale o della sua busta.

Come terza e ultima risorsa ho cercato in internet qualche lavoro dedicato alla tiroide e apparso sugli Ziegler’s Beiträge. Ho trovato traccia solo del seguente articolo: „Untersuchungen über die Schilddrüse, Histologie — Sekretion — Regeneration” (in Ziegler’s Beitrage, 18 (1895), pp. 125 e sgg.).7

L’autore è il medico lombardo Ernesto Bozzi (1864-1917), allievo di Ernst Ziegler. Rinomato patologo e chirurgo, inizia proprio nel 1903 l’insegnamento di patologia speciale chirurgica presso l’Università di Genova. Ecco, nel suo necrologio, cosa si afferma del suo lavoro sulla tiroide: “La sua nota sulla tiroide è fondamentale: su larghissima base di anatomia comparata determina come la colloide è secreta, come è assorbita, in quali stretti limiti la tiroide si rigeneri”.8

L’unica ipotesi che dunque posso proporre, pur su basi tanto incerte, è che il destinatario di questa lettera di Ferenczi fosse il “Kollege” Ernesto Bozzi, ben consapevole che ciò, oltre che avventato, non è del minimo aiuto per spiegare come la lettera sia poi finita tra le carte di Freud, che non mi risulta avere avuto alcun contatto con il medico italiano.

Un’altra curiosità di questa lettera sta nel suo oggetto, la tiroide: ironia della sorte, infatti, nel 1917 (dunque 13 anni dopo la missiva) a Ferenczi verrà diagnosticata una malattia di questa importante ghiandola, il morbo di Basedow. Nella lettera Ferenczi dichiara inoltre che sta studiando questo organo, tuttavia non sono riuscito a individuare alcun suo lavoro espressamente dedicato a esso negli anni 1903 e successivi, anche se devo specificare che la mia breve indagine, compromessa a priori dalla mia ignoranza dell’ungherese, si è dovuta limitare alla consultazione dei titoli dei suoi tanti articoli, per come riportati, anche in inglese, dall’affidabile sito psyalpha.

Ringrazio l’amica e collega Anna Barraco per l’ipotesi, che ritengo molto interessante e verosimile, secondo la quale l’interesse di Ferenczi per la tiroide fosse connesso ai suoi studi sul cretinismo, patologia che da tale organo può dipendere, documentati da un articolo giusto del 1903: “A kretenismus két esete” (Two cases of cretinism), pubblicato sulla rivista Orvosi Hetilap e poi ripubblicato nel 1999 all’interno del volume Ferenczi Sándor: A pszichoanalízis felé. Fiatalkori írások 1897–1908, a cura di Judit Mészáros.9

Così, restano aperti diversi interrogativi a proposito della breve lettera: A chi era destinata? Fu realmente spedita? Se sì, ricevette risposta? Che ne fu degli studi di Ferenczi sulla tiroide? Come finì la lettera tra le carte di Freud?

Chissà che almeno qualcuna di queste domande non trovi presto o tardi risposta con il proseguire delle ricerche altrui e mie.

 

Note

1 La trascrizione rispetta gli a capo dell’originale. Parentesi quadre mie.

2 Parzialmente illeggibile.

3 Sic!

4 Inchiostro parzialmente scolorito nel manoscritto.

5 “Contributi di Ziegler”, così veniva normalmente condensato il nome dell’importante rivista medica fondata nel 1884 dal medico tedesco Ernst Ziegler (1849-1905): “Beiträge zur pathologischen Anatomie und zur allgemeinen Pathologie” [Contributi di anatomia patologica e di patologia generale].

6 Per le informazioni biografiche su Ferenczi rimando a M. M. Lualdi, “Ferenczi Sándor. 1873-1933”, in M. M. Lualdi, Buongiorno Inconscio. Stekel, Adler, Jung, Abraham Ferenczi, Youcanprint, Tricase 2014, pp. 129-157.

7 Purtroppo non sono riuscito a reperire on line una copia del saggio.

8 S., Il professor Ernesto Bozzi, in Il policlinico. Periodico di medicina, chirurgia e igiene 25(2) (1918), p. 48. Per altre informazioni sull’efficace impegno di Bozzi per gli e negli ospedali da campo della Croce Rossa durante la Prima Guerra Mondiale si vedano: G. Lupini, R. Tripodi, D. Viviani, A. Macauda, Gli ospedali da campo e le strutture chirurgiche nella Grande Guerra, articolo web in pdf su ResearchGate, pp. 17-18; Aa.Vv. Ospedale chirurgico mobile, articolo web su Sanità Grande Guerra.

9 Orvosi Hetilap, 47(6) (1903), p. 94. J. Mészáros (a cura di) Ferenczi Sándor: A pszichoanalízis felé. Fiatalkori írások 1897–1908, Osiris Budapest 1999, pp. 319-320.

 

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