Recensione di Ernest Jones a “La questione dell’analisi laica”

Ci promette delle analisi low-cost, brevi, anche su Skype. Parla da ortopedico della psicanalisi, l’ultimo presidente IPA, l’italiano Antonino Ferro. L’annuncio non è nuovo. Un suo predecessore, di cui leggiamo la recensione a Freud, si augurava una psicanalisi dove i medici prevalessero sui non medici. La profezia si è abbondantemente avverata: la psicanalisi popolar-populista, oggi anche informatizzata, è diventata a tutti gli effetti medica, rimanendo in mano ai medici.

Insomma, Freud perse la personale battaglia contro i medici, da lui ingaggiata a difesa degli psicanalisti non medici. Fece un buco nell’acqua, come lui stesso ammise. La responsabilità fu tutta sua – bisogna riconoscerlo – per essersi incaponito nell’adozione di una strategia autocontraddittoria e destinata sin dall’inizio a perdere: proclamare la psicanalisi una “scienza medica” e contemporaneamente contestare ai medici il diritto di esercitarla senza aver fatto gli “esercizi” previsti da Freud (esercizi diligentemente svolti dai non medici). La lettura del seguente documento fornisce una chiave di lettura di una pagina infelice del movimento psicanalitico, che segnò la definitiva medicalizzazione della psicanalisi, contro la volontà del suo creatore, il quale riservava ai suddetti medici l’appellativo poco carino di “selvaggi”. Leggi tutto “Recensione di Ernest Jones a “La questione dell’analisi laica””

Sulla psicanalisi “selvaggia” di Sigmund Freud (1910)

Sulla psicanalisi “selvaggia”

Qualche giorno fa, durante la mia ora di consultazione, protetta dall’amica che l’accompagnava, mi si presentò una signora non più tanto giovane che lamentava stati d’angoscia. Più vicina ai cinquanta che ai quaranta, abbastanza ben conservata, non aveva chiaramente chiuso con la propria femminilità. Occasione per l’insorgere di questi stati d’angoscia fu la separazione dall’ultimo marito. Ma, a suo dire, l’angoscia era considerevolmente aumentata dopo aver consultato un giovane medico di periferia; infatti, costui le aveva spiegato che causa dell’angoscia era la sua miseria sessuale. Non poteva fare a meno del rapporto con l’uomo1 e quindi c’erano solo tre vie di guarigione: o tornare dal marito o prendersi un amante o soddisfarsi da sola. Da allora si era convinta di essere incurabile perché, non volendo tornare dal marito, gli altri due metodi contrastavano con la sua morale e la sua religiosità. Era tuttavia venuta da me perché il medico le aveva detto che si trattava di una prospettiva nuova, aperta da me, e che solo da me poteva avere la conferma che le cose stavano così e non altrimenti. L’amica, ancora più anziana, sciupata e dall’aspetto malaticcio, mi scongiurò allora di rassicurare la paziente che il medico si era sbagliato.2 Non poteva essere così, dato che lei stessa era da molti anni vedova e tuttavia manteneva un comportamento irreprensibile senza soffrire d’angoscia.

Non voglio soffermarmi sulla difficile situazione in cui questa visita mi mise, ma fare chiarezza sul comportamento del collega che mi aveva inviato la malata. Prima, però, voglio formulare una riserva3 forse non superflua, o almeno lo spero. L’esperienza pluriennale mi ha insegnato, come può insegnare a chiunque altro, a non prendere alla leggera per vero tutto quel che i pazienti, e specialmente i nervosi, raccontano del loro medico. Il medico delle malattie nervose, quale che sia il trattamento, non solo diventa facilmente oggetto di molteplici sentimenti ostili da parte del paziente, ma talvolta deve anche sopportare di assumersi, per una sorta di proiezione, la responsabilità dei segreti desideri rimossi dei nervosi. È triste ma tipico che tali ingiurie trovino più facilmente credito proprio presso altri medici. Leggi tutto “Sulla psicanalisi “selvaggia” di Sigmund Freud (1910)”

Freud e lo sguardo umano libero

Propongo una nuova traduzione della prefazione che Sigmund Freud scrisse nel 1913 per il testo di Oskar Pfister Il metodo psicanalitico. Essa ci offre una bella panoramica sul rapporto della psicanalisi con il trattamento ipnotico e successivamente con la pedagogia.

Prima della chiusura, anticipa brevemente il tema centrale della Questione dell’analisi laica quando spiega che l’esercizio della psicanalisi in realtà non implica tanto una formazione medica, quanto piuttosto una preparazione psicologica e uno “sguardo umano libero”.

La traduzione di Anna Maria Marietti per i tipi della Boringhieri diminuisce la forza di questa espressione con “libero discernimento umano”. Se “discernimento” per Blick sembra una scelta in una certa misura compatibile con alcuni dizionari di inizio ‘900, tuttavia la connotazione dell’aggettivo “umano” mi fa preferire l’interpretazione che Freud volesse proprio parlare di uno sguardo: nel caso di “discernimento”, l’aggettivo “umano” diventa pressoché superfluo. È molto difficile invece trovare nella prosa di Freud parole che non abbiano una più che ragionevole giustificazione. Leggi tutto “Freud e lo sguardo umano libero”

Ein Schlag ins Wasser

Un buco nell’acqua

Nella raccolta di lettere di Sigmund Freud, curata da Ernst L. Freud e pubblicata da Boringhieri nel lontano 1960, questa lettera a Max Eitingon, fondatore del Policlinico Psicanalitico di Berlino, non figura. Perché? Perché tratta della psicanalisi laica, quella esercitata da non medici, secondo la nota equazione freudiana laici = non medici? Perché è un tema che non garba all’establishment della psicanalisi, ormai schierato dalla parte dei medici contro Freud? Ragionare in termini paranoici è troppo facile, addirittura spontaneo, quasi naturale, essendo naturalmente paranoico l’assetto dell’Io forte, che piace agli psicoterapeuti. Più pertinente e meno immaginaria è un’altra considerazione più formale, che giustifica la censura. Questa lettera è lo sfogo di un Freud “incazzato”, che registra il fallimento del proprio progetto scientifico, anche se pateticamente non si rende conto – da anima bella qual era – di quanto grande sia stata la propria parte di responsabilità nel provocarlo. “Tutto ciò non è per niente bello” – Es ist nicht schön, questa è la chiusa della lettera – deve aver pensato il curatore dell’antologia. Leggi tutto “Ein Schlag ins Wasser”

Una lettera di Freud alla Neue Freie Presse sul caso Reik

Propongo una nuova traduzione di una lettera che Freud scrisse nel luglio 1926 al giornale viennese “Neue Freie Presse”.

In essa compare una difesa di due laici eccellenti, Theodor Reik e Anna Freud, rei di aver offuscato la fama degli analisti medici. Freud ne approfitta poi per annunciare l’imminente pubblicazione de “La questione dell’analisi laica” proponendone un brevissimo riassunto. Leggi tutto “Una lettera di Freud alla Neue Freie Presse sul caso Reik”