Una lettera di Freud su psicanalisi, psicologia e università

Propongo una nuova traduzione della lettera di Freud a Judah Leon Magnes datata 5 dicembre 1933.

Judah Leon Magnes
Judah Leon Magnes

I motivi di interesse di questo testo sono diversi. Provo a indicarne alcuni:

  • Una definizione scientifica di psicanalisi (“scienza dei processi psichici inconsci“) che scansa il sostantivo “inconscio”, facile preda di reificazioni.
  • Il riferimento al principio di fecondità come principale parametro di valutazione di una scienza. Nella valutazione della psicologia accademica come “sterile”, troviamo precisamente il contrario di quanto Freud aveva affermato nel 1919, in un intervento pubblico sull’università, a proposito del “pensiero analitico che feconda i campi del sapere”.
  • Una posizione molto equilibrata sul rapporto fra psicanalisi e psicologia. Non c’è contrapposizione: la psicanalisi è “anche” psicologia, può essere considerata il fondamento della psicologia.

La traduzione che propongo si discosta poco da quella di Mazzino Montinari. Solo in due casi la differenza è sostanziale:

  • Nel secondo capoverso traduce herausfordern (stimola) con “esige”, probabilmente per la svista di heraus.
  • Nel passaggio sul rapporto delle due scienze tende invece a semplificare troppo perché traduce “Zwischen den beiden brauchte kein Gegensatz zu bestehen” (“Non c’è alcun bisogno di una contrapposizione fra le due”) con “Le due scienze non sono antagonistiche”.

 

A Judah Leon Magnes

Vienna IX, Berggasse 19,
5. Dicembre 1933

Stimatissimo Cancelliere,

La ringrazio per la sua lettera del ventisette e mi affretto a rispondere alla domanda che in essa viene posta.

Il punto di vista che una cattedra di psicanalisi sia qualcosa di prematuro, fino a quando non ve ne sia una di psicologia, stimola un esame del rapporto fra le due scienze. Il mio pensiero al riguardo è il seguente: la psicanalisi è anche psicologia, e precisamente in quanto scienza dei processi psichici inconsci, mentre ciò che viene insegnato come psicologia accademica si limita a considerare i fenomeni coscienti. Non c’è alcun bisogno di una contrapposizione fra le due; la psicanalisi potrebbe essere insegnata come introduzione alla psicologia; la contrapposizione, in realtà, si viene invece a creare per il fatto che gli accademici non vogliono saperne nulla di psicanalisi.

Non esiste una necessità di iniziare l’insegnamento della psicologia con la tradizione della psicologia accademica. Al contrario, tutte le applicazioni della psicologia alla medicina e alle scienze umane provengono dalla psicanalisi, che coglie il profondo, mentre la psicologia accademica si è dimostrata sterile.

Non vedo alcuna ragione per supporre che il professor Kurt Lewin sia l’uomo che realizzerà la sintesi di psicanalisi e psicologia. In queste circostanze, il proposito di istituire una cattedra di psicologia ha il significato di un rifiuto, poco ben mascherato, della psicanalisi e l’Università di Gerusalemme seguirebbe l’esempio di altri istituti di istruzione ufficiali. Conforta allora pensare che il Dott. Eitingon è risoluto nel portare avanti l’esercizio della psicanalisi in Palestina, anche indipendentemente dall’università.

Con la massima stima

Suo Freud