Lettera di Freud ad Abraham sull’analisi laica

Propongo la traduzione di una lettera che Freud scrisse a Karl Abraham nel novembre 1924. Essa è di particolare interesse perché cita la questione dell’analisi laica come un argomento che non vuole ancora portare all’interno della Società Psicanalitica Viennese (cosa che farà all’inizio del ’26), ma vuole gestire cercando di influenzare le cosiddette “autorità”.

Cita poi il rapporto di Freud con Arnold Durig e ci fornisce da una parte un contesto all’importantissima lettera di poche settimane prima, dall’altra mette in discussione la tesi che Durig sia stato il modello sul quale Freud ha plasmato il suo interlocutore immaginario nel dialogo che ha luogo nella Frage del Laienanalyse: mentre per Durig Freud parla di “ampia convergenza”, nella Frage scrive “di non essere riuscito a convertire [l’imparziale] al suo punto di vista”.

È importante poi l’accenno al fatto che Freud appoggiasse il progetto di Helene Deutsch di strutturare a Vienna l’insegnamento psicanalitico sul modello dell’Istituto Psicanalitico di Berlino: in più di un’occasione Freud ha affermato infatti che l’analista si forma con l’autoanalisi.

28. XI. 24

Caro amico,

Com’era nelle Sue intenzioni, ho dato lettura della sua lettera presidenziale all’interno della Società. Oggi voglio iniziare in modo informale il mio rapporto mensile in qualità di presidente. Mi dica però se una forma diversa le pare più adeguata.

C’è poco da comunicare. Nel corso dell’assemblea generale l’associazione, a seguito della mia lettera, mi ha rieletto. Federn è il vice, Bernfeld e Rank segretari, Reik responsabile della biblioteca. Con la revisione degli ospiti, al Dr. Urbantschitsch è stato tolto il diritto all’ospitalità. La maggioranza degli elementi più giovani ha deprecato la pubblicità poco rumorosa [sic] e di cattivo gusto che egli fa alla sua attività a Vienna. Alcuni dei più anziani sono dalla sua parte, Federn era profondamente risentito per il trattamento riservato al suo analizzando, sebbene egli non poté contraddire né il giudizio sulla sua scarsa attitudine intellettuale, né il giudizio sulla sua inaffidabilità e carente amor del vero.

Nell’ultima seduta, il 26. XI., la Deutsch ha tenuto una conferenza sulla menopausa nella donna, ricevendo un apprezzamento generale. La vedo oggi, mi deve presentare un piano per costituire un nuovo comitato didattico e organizzare l’insegnamento psicanalitico in stretto collegamento con il modello di Berlino. Sono d’accordo e spero che in questo modo riesca a farlo passare. È un tentativo di far fuori la cattiva amministrazione di Hirschmannsehe.

Non appartiene all’ambito della vita dell’associazione un avvenimento che mi riguarda e che può diventare importante. Il fisiologo Durig fa parte del Consiglio Superiore di Sanità e, come tale, è altamente “ufficiale”. Egli mi ha chiesto una perizia sull’analisi laica e io gliel’ho fornita per iscritto, poi ne ho discusso con lui a voce e fra di noi è risultata esserci un’ampia convergenza. Spero che adesso, per tutte le questioni di questo tipo, le autorità mi ascoltino.

Lei ha già letto la mia lettera a Eitingon con la descrizione del commiato di Rank. Spero che Ferenczi le abbia già inviato l’importante lettera di Brill che era indirizzata a lui. Ora posso aspettarmi che Berlino prenda posizione sull’insediamento del comitato, proposto in ultima istanza da Jones e Ferenczi.

Recentemente ho rivisto il mio recente contributo alla rivista, “La nota sul notes magico”. È da allora che non lavoro. La mia protesi mi tormenta ancora molto. Leggendo il suo accenno al divieto biblico di cucinare, ho avuto un déjà vu che non ho ancora chiarito, come se la connessione fosse stata già stata ribadita una volta o l’altra, sebbene io non riesca facilmente a stabilirla.

Cordiali saluti a Lei ai Suoi,

il suo Freud

 

Karl Abraham
Karl Abraham

Di seguito il testo originale.

1928. XI. 24

Lieber Freund,

Ich habe Ihr Präsidialschreiben in der Vereinigung verlesen lassen, was wohl in Ihrer Absicht lag. Heute will ich in unförmlicher Art meine Monatsberichte als Vorsitzender beginnen. Sagen Sie es aber, wenn Ihnen eine andere Form zweckmäßiger erscheint.

Es ist wenig mitzuteilen. Der Verein hat in der Generalversammlung mich zufolge meiner Zuschrift wiedergewählt. Federn ist Stellvertreter, Bernfeld und Rank Sekretäre, Reik Bibliothekar. Bei der Revision der Gäste wurde Dr. Urbantschitsch das Gastrecht entzogen. Die Mehrzahl der jüngeren Elemente mißbilligte die geräuschlose [sic] und geschmacklose Reklame, die er für seine Praxis in Wien entfaltet. Einige der Älteren sind auf seiner Seite, Federn war tief gekränkt über diese Behandlung seines Analysanden, obwohl er weder dem Urteil über dessen geringe intellektuelle Eignung noch dem über seine Unzuverlässigkeit und mangelnde Wahrheitsliebe widersprechen konnte.

Die Deutsch hielt in der letzten Sitzung am 26. XI. einen allgemein belobten Vortrag über die Menopause der Frau. Ich sah sie heute, wo sie mir einen Plan vorlegte, ein neues Lehrkomitee zu bilden und den psychoanalytischen Unterricht im engen Anschluß an das Berliner Muster auszugestalten. Ich bin einverstanden und hoffe, sie wird damit durchdringen. Es ist ein Versuch, die Hirschmannsehe Mißwirtschaft zu beseitigen.

Nicht in den Rahmen des Vereinslebens gehört ein Erlebnis von mir, das bedeutungsvoll werden kann. Der Physiologe Durig, der Obersanitätsrat und als solcher höchst offiziell ist, hat mich zu einem Gutachten über die Laienanalyse aufgefordert, ich habe es ihm schriftlich geliefert, dann mündlich darüber konferiert, und es ergab sich eine weitreichende Übereinstimmung zwischen uns. Ich hoffe, nun in all solchen Fragen von den Autoritäten angehört zu werden.

Meinen Brief an Eitingon mit der Schilderung des Abschieds von Rank werden Sie bereits gelesen haben. Ich hoffe, Ferenczi hat Ihnen auch den zuerst an ihn geschickten bedeutungsvollen Brief von Brill übermittelt. Jetzt darf ich wohl von Berlin die Stellungnahme zu der zuletzt von Jones und Ferenczi angeregten Herstellung des Komitees erwarten.

Ich habe unlängst meinen jüngsten Beitrag zur Zeitschrift, die Notiz über den Wunderblock revidiert, seither arbeite ich nichts. Meine Prothese quält mich noch sehr. Bei der Erwähnung des biblischen Kochverbots in Ihrem Brief hatte ich ein noch unaufgeklärtes Deja vu, als wäre der Zusammenhang schon irgendeinmal betont worden, obwohl ich ihn nicht leicht herstellen kann.

Mit herzlichem Gruß für Sie und die Ihrigen
Ihr Freud

 

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