Sulla metaanalisi

Una proposta per la politica della psicanalisi, nell’ottica delle “associazioni liberamente fluttuanti”

La matrice di tutte le inibizioni è la soggezione all’uno (di solito ideale).

Così nasce l’anoressia nervosa: mangiare zero, pur di salvare l’uno.

Così nasce l’inibizione politica o la servitù volontaria;  così la chiama Etienne de la Boètie nel suo trattato sulla Servitù volontaria o Contra Uno del 1552.

Così nasce l’inibizione a pensare l’oggetto infinito, che è radicalmente non uno, essendo una struttura non categorica o non concettualizzabile.

Freud intuì qualcosa di questa volontà negativa, ma la nascose tra le pieghe del mito edipico, come se non ne avesse voluto sapere. Il maschio vorrebbe uccidere l’uno e possedere il due – sua compagna –, ma rinuncia all’impresa per non incorrere nel pericolo della castrazione. E la femmina? Freud non sapeva che dire. Non nascondiamocelo: Freud non seppe pensare l’inibizione. (Che regolarmente nella femmina è inibizione a pensare fuori dai moduli maschili dell’uno.) E questo è non poco paradossale, se è vero che con la regola analitica fondamentale, o delle associazioni liberamente fluttuanti, iniziò a sciogliere il soggetto dalla presa inibitoria dell’uno. Leggi tutto “Sulla metaanalisi”