“Che la terapia non uccida la scienza”

Seconda versione di un intervento del 2003 a Roma

Nel 2003 stavo ancora sotto l’influenza della dottrina lacaniana del significante che rappresenta il soggetto per un altro significante. Di quella dottrina mi affascinava la possibilità di importare nella pratica analitica considerazioni di non senso, come sono quelle determinate dalla ripetizione insensata di significanti senza significato. Perciò a un convegno organizzato in quell’anno dalla Cosa freudiana di Roma dal titolo “La psicanalisi è una terapia efficace?” presentai una relazione che sviluppava una tesi paradossale che in parte, solo in parte, condivido ancora. Mi sia consentito citare il mio incipit del 2003:

La storia della psicanalisi vera e propria inizia soltanto con l’innovazione tecnica della rinuncia all’ipnosi”, scrive Freud nel 1914 nella Storia del movimento psicanalitico a vent’anni dall’evento [della nascita della psicanalisi] (1895).1 Correggiamo Freud con Freud, affermando che la psicanalisi comincia molto più tardi. Prima del 1920 Freud ha solo l’intuizione preliminare della psicanalisi. La psicanalisi propriamente detta esordisce solo con la pubblicazione nel 1920 di un titolo significativo: Jenseits des Lustprinzips, “Al di là del principio di piacere”. La nostra tesi è che la vera psicanalisi cominci solo con l’innovazione tecnica della rinuncia alla psicoterapia, che è il piacere del medico. La psicanalisi sta “al di là” della psicoterapia. Leggi tutto ““Che la terapia non uccida la scienza””