“A blessing in disguise”: sul controtransfert

Propongo una nuova traduzione di una lettera datata 7 giugno 1909 e indirizzata a Carl Gustav Jung nella quale Sigmund Freud illustra ulteriormente i movimenti del controtransfert in riferimento alle dinamiche relative alla giovane Sabina Spielrein.

145 F

7.6[1].09

Via Berggasse 19, zona IX, Vienna.

Caro amico,

poiché so che Lei è personalmente interessato alla faccenda Spielrein, Le scrivo ancora in proposito, naturalmente non c’è bisogno che risponda.

Ho inteso correttamente il suo telegramma,[2] la spiegazione coincideva con la mia ipotesi. Dopo il telegramma ho quindi scritto una lettera alla Spielrein, nella quale facevo l’ingenuo, come se avessi avuto da giudicare l’offerta di un’entusiasta fin troppo infervorata. Scrivevo che non potevo assumermi la responsabilità per il suo viaggio, che si trattava di un qualcosa estremamente interessante per me, ma che altresì non sapevo cosa la inducesse al sacrificio, e che perciò la pregavo di comunicarmi inizialmente per lettera la natura della cosa. Non è ancora giunta una risposta. Leggi tutto ““A blessing in disguise”: sul controtransfert”

Qualche parola seria da Jung a Freud

Una delle corrispondenze più interessanti e feconde del primo periodo della storia della psicoanalisi è senza dubbio quella fra Freud e Jung. Essa accompagnò i due analisti anche durante il celebre dissidio che condusse Jung all’abbandono dello Jahrbuch für psychoanalytische und psychopathologische Forschungen nel 1913 e alla sua definitiva uscita dal movimento psicoanalitico nel 1914. Com’è noto, i primi disaccordi teorici emersero in seguito all’esposizione della teoria finalistica della mente illustrata nel testo junghiano Trasformazioni e Simboli della Libido (1912). Nelle Fordham lectures Jung ribadì la propria posizione, tendente a decentralizzare il ruolo della sessualità nelle dinamiche psichiche e ad ampliare il concetto di libido identificandola con una energia psichica indifferenziata. Leggi tutto “Qualche parola seria da Jung a Freud”