Insegnare di meno, analizzare di più

Per alcuni spostamenti d’accento nella storia dell’analisi didattica1

Una questione di fondo del movimento psicanalitico è come si debba insegnare un’arte il cui oggetto non è sensorialmente percepibile e il cui strumento deve essere maneggiato con cura, anche se non lo si può prendere in mano. Quest’arte consiste nel rendere accessibile il desiderio e il godimento inconsci attraverso una talking cure e il suo strumento fa parte del suo stesso esercizio. Come ogni uomo questo artista possiede “uno strumento nel proprio inconscio con cui riesce a chiarire le manifestazioni dell’inconscio nell’altro”.2 Pertanto “ogni analista arriva fino al punto in cui glielo consentono i propri complessi e le proprie resistenze interne”.3 Come potrebbe non lasciarsi coinvolgere da loro? Lo dovrebbe garantire un’analisi dell’analista e non solo iniziale.

Come analisi personale “originaria” potrebbe valere lo scambio di idee che Freud ebbe con l’amico di Berlino Wilhelm Fliess4 e come prosecuzione l’esame dei sogni mentre redigeva la sua opera fondamentale, la Traumdeutung. Leggi tutto “Insegnare di meno, analizzare di più”

Gli “sforzi terapeutici” e il “lavoro di civiltà” [Kulturarbeit] nella psicanalisi freudiana

Giornata: La cura psicanalitica è una terapia efficace?

Il titolo delle nostre giornate esige un chiarimento di termini quali psicanalisi, terapia, cura, efficienza. Tale domanda sembra infatti pretendere piú di un semplice sì o no, chiede invece: in che modo una psicoterapia efficace si differenzia da una psicanalisi efficace? O ancora: esistono atti psicanalitici efficaci ma non terapeutici?

L’inventore della psicanalisi parla spesso di psicoterapia, della “nostra terapia”, discute di compiti, successi, metodi, effetti e scopi terapeutici del suo lavoro concreto e nota in alcuni psicanalisti una grande ambizione “terapeutica”. Il punto di vista terapeutico non gli è estraneo, egli lo ha esposto per esempio in Per la psicoterapia dell’isteria.1

Ma psicanalisi e psicoterapia non sono per Freud la stessa cosa.

Un po’ di linguistica: Il verbo italiano e francese “guarire/guérir” esiste in tedesco solo nella forma transitiva: heilen, nel senso di “guarire qualcuno” (guarire da qualcosa viene tradotto con genesen o anche gesunden). In compenso, in tedesco è invece possibile formare verbi non solo dal sostantivo “analisi”, ma anche da “terapia” e “cura”: si analizza, si terapizza [man therapiert], si cura.2

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