Prassi profana e analisi laica in una lettera di Freud del ’24

Propongo una nuova traduzione di una lettera che Freud, nel novembre 1924, inviò ad Arnold Durig, membro del Consiglio Superiore di Sanità.

Questa lettera presenta molteplici motivi di interesse: in primo luogo è un’anticipazione del testo La questione dell’analisi laica, tratta infatti precisamente dell’indipendenza della psicanalisi dalla medicina e più in generale del problema dell’autorizzazione all’esercizio dell’analisi. In secondo luogo, citando anche la pratica analitica da parte di “incompetenti”, si presta a testare la scelta di traduzione che abbiamo fatto per il testo del 1926: laddove Freud con Laien intende privi di sapere, incompetenti, non preparati all’analisi, traduciamo con “profani”, laddove invece intende il significato più ristretto di “non medici”, traduciamo con “laici”. Leggi tutto “Prassi profana e analisi laica in una lettera di Freud del ’24”

Formazione medica e psicanalisi: una difficoltà

Propongo una nuova traduzione di un brano tratto dalla Prefazione [Einleitung] alle Lezioni d’introduzione alla psicanalisi [Vorlesungen zur Einführung in die Psychoanalyse] di Sigmund Freud e collocabile nell’autunno del 1915.

Ho scelto di tradurre questo brano per due motivi: il primo è che rappresenta l’emergere di un tema che sarà fondamentale nel testo La questione dell’analisi laica, ovvero il rapporto fra formazione medica e psicanalisi. Il secondo motivo è che in questo brano compare per due volte il termine Laie [profano / laico]. Leggi tutto “Formazione medica e psicanalisi: una difficoltà”

Il compito del traduttore, di W. Benjamin

Traduzione del saggio Die Aufgabe des Übersetzers di Walter Benjamin del 1920.

Il compito del traduttore (1920)

Walter Benjamin

Il riguardo per il fruitore non si dimostra mai fruttuoso alla comprensione di un’opera o di una forma d’arte. Non solo nel senso che il riferimento a un determinato pubblico o a suoi rappresentanti porta fuori strada, ma addirittura nel senso che il concetto di fruitore “ideale” è dannoso per ogni dibattito sulla teoria dell’arte, che è tenuto a presupporre semplicemente l’essenza e l’esistenza dell’uomo in generale. L’arte stessa si limita a presupporne solo l’essenza corporea e spirituale – ma l’attenzione mai, in nessuna delle sue opere. Infatti, nessuna poesia è per il lettore, nessun quadro per l’osservatore, nessuna sinfonia per l’ascoltatore.
E la traduzione sarebbe per lettori che non capiscono l’originale? Basterebbe a spiegare la differenza principale fra l’uno e l’altra in campo artistico. Inoltre, sembra l’unica ragione possibile per ridire “la stessa cosa”. Cosa “dice” una poesia? Cosa comunica? Molto poco a chi la capisce. L’essenziale della poesia non è la comunicazione, non è l’enunciato. Pertanto la traduzione che pretenda comunicare non comunicherebbe altro che la comunicazione, cioè l’inessenziale. È questo, infatti, anche il segno di riconoscimento delle cattive traduzioni. Ma ciò che in poesia esce dalla comunicazione – e anche il cattivo traduttore ammette che ciò sia l’essenziale – non è in generale considerato come inafferrabile, misterioso, “poetico”? Che il traduttore può restituire solo se si mette a poetare a sua volta. Leggi tutto “Il compito del traduttore, di W. Benjamin”

Una lettera di Freud su psicanalisi, psicologia e università

Propongo una nuova traduzione della lettera di Freud a Judah Leon Magnes datata 5 dicembre 1933.

I motivi di interesse di questo testo sono diversi. Provo a indicarne alcuni:

  • Una definizione scientifica di psicanalisi (“scienza dei processi psichici inconsci“) che scansa il sostantivo “inconscio”, facile preda di reificazioni.
  • Il riferimento al principio di fecondità [Fruchtbarkeit] come principale parametro di valutazione di una scienza. Nella valutazione della psicologia accademica come “sterile”, troviamo precisamente il contrario di quanto Freud aveva affermato nel 1919, in un intervento pubblico sull’università, a proposito del pensiero analitico che feconda i campi del sapere.
  • Una posizione molto equilibrata sul rapporto fra psicanalisi e psicologia. Non c’è contrapposizione: la psicanalisi è “anche” psicologia, può essere considerata il fondamento della psicologia.

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La nostra traduzione “open to revision”

Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli attacchi all’autonomia della psicanalisi appoggiandosi principalmente a due argomenti: la psicanalisi è una psicoterapia, quindi l’analista deve formarsi come psicoterapeuta e iscriversi all’albo; l’analista svolge un’attività di cura e quindi deve essere autorizzato dallo Stato. Vale allora la pena ascoltare la voce di Freud che in questo scritto del 1926 ha fondato il concetto di laicità della psicanalisi.

Poiché entrambe le traduzioni in italiano attualmente disponibili sembrano inadeguate a pensare il pensiero di Freud sull’analisi laica, negando già nel titolo la cittadinanza a quel significante, “laico”, che più propriamente può tradurre il “Laie” freudiano, vogliamo proporre una traduzione che si sforzi invece in ogni modo di aderire al tedesco di Freud: che riproponga la sua prosa ricca di metafore, che segua lo snordarsi quasi carsico del suo pensiero, che non ometta di riportare il vigore delle sue posizioni eticamente rivoluzionarie. Avendo questa meta, la nostra traduzione si è andata plasmando in un modo che possiamo, solo ora, connotare secondo questi tre attributi: scientifica, etica, collettiva.

La nostra traduzione è scientifica perché ogni nostra scelta linguistica trova la sua giustificazione solo e unicamente sulla base di due criteri: la coerenza linguistica e la fecondità teoretica della proposta interpretativa.

Tutti i passaggi che abbiamo tradotto in modo innovativo propongono una nota che da una parte spiega linguisticamente la scelta adottata, dall’altra colloca il significato proposto nell’articolarsi del pensiero freudiano, ricollegandolo ad altri concetti presenti in questa o in altre opere. La traduzione sarà buona se l’interpretazione proposta potrà portare un chiarimento sul passo tradotto, se darà la possibilità di pensare il testo di Freud. Si è quindi deciso di dare la possibilità al lettore di valutare ogni scelta e di poter partire dal nostro lavoro per proporre soluzioni che siano linguisticamente più coerenti oppure teoreticamente più feconde.

La nostra traduzione è allora etica perché ha come obiettivo principale quello di dare al lettore la possibilità di pensare il pensiero di Freud limitando, dove possibile, l’impatto dello scarto fra le due lingue. Per raggiungere questo obiettivo abbiamo anche cercato di ricreare nel testo italiano le stesse simmetrie a livello di significante riscontrate nel testo originale (ovviamente quando il significato non differiva). Questo permetterà al lettore italiano di tentare di seguire lo sviluppo di concetti freudiani anche quando questi siano appena accennati, quando la loro unica traccia sia un significante. Questo è quello che intendiamo quando parliamo di “carsismo” della sua prosa. Con le note che girano attorno al termine Leistung questo risulterà chiaro a tutti. Leggi tutto “La nostra traduzione “open to revision””